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CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BARI: la posizione di PRO CIVITATE

cementificazione.jpgIl Movimento PRO CIVITATE di Bari, da sempre attento alla qualità della vita dei concittadini, intravede un futuro  urbanistico degradato per la città e nel risveglio dei partiti dei costruttori, paventa la possibilità che si voglia incrementare il cemento a scapito del verde nella città di Bari.

 

Particolare attenzione il Movimento PRO CIVITATE da sempre pone sulla questione dell’area della ex caserma ROSSANI sulla quale ha prodotto segnalazioni e comunicati, invitando l’amministrazione pubblica a realizzare il progetto di verde ipotizzato fin dai primi tempi (vedi post http://procivitatebari.myblog.it/archive/2010/03/05/parco-ex-caserma-rossani-il-paese-dei-balocchi-cementificato.html). 

PRO CIVITATE ringrazia il progetto “IL RESPIRO” (http://www.ilrespiro.eu/) per aver cortesemente pubblicato la nostra lettera del 5.3.2010 sull’area dismessa della “ex Caserma Rossani verso la cementificazione” (cfr. bandierina verde su Bari).

 

L’ultimo comunicato stampa prodotto dal movimento PRO CIVITATE lo potete  consultare a questo link PRO_CIVITATE_rossani_15012011.pdf

Di seguito potete approfondire un’analisi molto interessante sulla questione cementificazione fatta da DE BELLO LUCIANO Delegato di PRO CIVITATE per Picone-Poggiofranco.

 

Il Comune di Bari, perdendo la causa contro i  Matarrese per la questione di Punta Perotti, dovrà risarcire i costruttori per i danni subiti e sembra che l’Amministrazione voglia proporre in cambio suoli edificatori in luoghi differenti e non meglio precisati. Ma tutto questo si spera senza alcun danno per le casse comunali. Inoltre, dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa locale, si apprende che vi è un gran fervore da parte dell’Amministrazione in merito a molteplici piani o sogni urbanistici con  possibilità di nuove costruzioni edificatorie tra cui ricordiamo le seguenti:

 

Lungomare da Torre Quetta a San Giorgio con palazzine a due piani!? Ennesimo sogno ! Chi vorrà costruire preferirà, tentando ancora una volta di creare barriere dopo il cielo e il mare, i soliti e più appetibili palazzoni baresi di almeno sette piani?

 

Case “sociali” al posto dei Parchi per i quali era già pronta la delibera con i progetti di costruire abitazioni tra Carrassi e Poggiofranco. Il Comune aveva individuato aree che, in base alla Legge Regionale 12/2008,  originariamente destinate a servizi (parchi, scuole, e impianti sportivi)  sarebbero poi prevalentemente state utilizzate per edificare case popolari. Addirittura si è detto che in quella zona era emerso un surplus di aree destinate a verde pubblico ! Qualcuno ha sospettato che possa trattarsi di un ennesimo regalo ai costruttori ! Per fortuna la delibera è stata bocciata in Consiglio Comunale grazie anche al Consigliere Comunale P.ssa Maria Maugeri, molto sensibile alle problematiche del verde,  che insieme ad altri si è tenacemente opposta. Ma si teme che alla fine la delibera possa essere ripresentata. 

A proposito di verde, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), Bari risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati.

 

Costruzioni nell’area ex Caserma Rossani, le cui zone circostanti sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere grandi parchi come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park” che costituiscono polmoni verdi nel cuore delle città ? 

Richard Ryan, psicologo inglese dell’Università di Rochester ha verificato in uno studio che 15-20 minuti lontani da traffico e palazzoni sono efficaci contro stress e stanchezza; ha anche affermato che la natura è un vero carburante per lo spirito perchè ci carica di vitalità e voglia di fare, e le persone più vitali sono anche più resistenti alle malattie. Aggiunge Luca Carra di Italia Nostra (associazione che si occupa anche di forestazione urbana): ”Diverse ricerche dimostrano che chi entra in un parco rallenta il passo, si rilassa, ripulisce la mente dai rumori e i polmoni dai gas urbani. Le nostre metropoli dovrebbero avere 30-40 metri quadri di verde per abitante come accade nelle città europee più avanzate”.

Un recente studio (National Center for Atmospheric Research del Colorado e Università dell’Arizona) ha dimostrato che le piante possono, attraverso le foglie, assorbire  sostanze chimiche, idrocarburi e le  emissioni dovute da traffico e materiali da costruzione presenti nell’atmosfera.

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

  • ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;
  • sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);
  • ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

 

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

Ricordiamo, purtroppo, che il Sindaco illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva numerose costruzioni: Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Ma tutto ciò potrebbe ancora chiamarsi Parco?  Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, la Centrale del Latte, La Caserma dei Vigili del Fuoco, gli immobili sequestrati alla malavita o  come la pensa il sociologo Giandomenico Amendola “perchè non utilizzare le Casermette e i depositi su Via Napoli invece di rincorrere espansioni urbane non facilmente attrezzabili”   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione!

 

Nulla togliendo  ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama con un concorso internazionale di idee senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.Come ha affermato il sociologo Giandomenico Amendola :”il campus dell’Università  e del Politecnico di Bari sembrano più destinati ad ospitare geometri che futuri architetti. E’ il sonno delle istituzioni che fa brutta una città”  La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. 

 

Si è fortemente preoccupati perché i manager dell’edilizia che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

 

Il Movimento Civico Pro Civitate, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani: 

  • con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;
  • con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

Il Movimento Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.  

 

 

Il Delegato dei quartieri Picone-Poggiofranco                                   

                                                          

          DE BELLO dott. LUCIANO