Le nostre denunce producono effetti positivi (2) :San Giorgio, fermate 20 lucciole…

noi di PRO CIVITATE accogliamo con piacere ed un pizzico di orgoglio la notizia su Barilive relativa  al fermo delle lucciole sul lungomare a sud di BARI (http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13540)

E’ di qualche tempo fa infatti la denuncia di PRO CIVITATE, fatta dalla sottoscritta, sullo stato di degrado del lungomare a sud di Bari, dove tra le altre cose si denunciava appunto l’increscioso e quotidiano spettacolo H24 di spaccio e prostituzione (vedi mio post Intorno al prato verde dove dovevano “nascere speranze” … solo degrado ed abbandono! http://procivitatebari.myblog.it/archive/2009/04/03/bari-…), notizia gentilmente pubblicata anche dal QUOTIDIANO DI BARI.

Sarà l’aria elettorale, sarà quel che sarà… ma a noi piace registrare che il nostro impegno dà buoni frutti e questo ci dà forza ed entusiasmo.. questo post  ne è la testimonianza e noi di PRO CIVITATE ce la mettiamo tutta !!

Il nostro grazie al QUOTIDIANO DI BARI che ha dato risalto alla nostra denuncia

Rosalia Balice

Le nostre denunce producono effetti positivi (1) :ANAS e Comune fanno la loro parte e migliorano le strutture viarie

Il 3 aprile, in qualità di rappresentante del movimento PRO CIVITATE producevo un Comunicato Stampa per segnalare la situazione di impraticabilità del lungomare Sud da Bari a S. Giorgio (vedi mio post “Intorno al prato verde dove dovevano “nascere speranze” … solo degrado ed abbandono!” su  http://procivitatebari.myblog.it/archive/2009/04/03/bari-a-sud-non-puo-finire-come-e-con-punta-perotti.html) al quale ampio spazio è stato dato dal QUOTIDIANO DI BARI, da sempre attento alle esigenze della socialità e dei diritti civici e che ringraziamo!

salotto.jpgIl mio comunicato denunciava oltre al degrado storico del lungomare a sud di Bari verso S.Giorgio, anche la quasi completa impraticabilità del tratto della corsia sud del lungomare, per effetto di lavori di scavi non ripristinati a regola d’arte (meglio dire rattoppati), che restituivano al cittadino un tratto di strada con non oltre 5 metri di asfalto contiguo!. Un vero disastro per i tanti frequentatori di questa via che è l’unica che consente agli automobilisti provenienti da sud di Bari di raggiungere il park&ride di Pane&Pomodoro !

Ebbene la mia denuncia ha prodotto dei risultati abbastanza in fretta e generosi… l’amministrazione di Bari ha provveduto a ricostruire la corsia sud per intero, non con una semplice operazione di ricoprimento, bensì con un intervento radicale che ha previsto addirittura la rimozione del vecchio asfalto!

E che dire degli interventi di messa in sicurezza della corsia nord della SS 16 tra Torre a Mare e S.Girogio: anche qui l’ANAS mantiene le promesse fatte al Movimento PRO CIVITATE e realizza un nuovo manto con asfalto drenante, operando anche di notte per non creare molti disagi.

Questo post  è la testimonianza di quanto l’impegno paga e noi di PRO CIVITATE ce la mettiamo tutta !!

Il nostro grazie al QUOTIDIANO DI BARI che ha dato risalto alla nostra denuncia

Rosalia BALICE

Si abbatte PUNTA PEROTTI …muore Bari a sud!

Intorno al prato verde dove dovevano “nascere speranze” … solo degrado ed abbandono!

 

punta-perotti-intornoalprato.jpg

Comunicato Stampa per segnalazione situazione di impraticabilità del lungomare Sud da Bari a S. Giorgio.

 

Con la presente la delegata Rosalia Balice del Movimento Civico Pro Civitate porta all’attenzione dei media lo stato di degrado urbano, strutturale e civile della zona adiacente il lungomare di Bari, da Punta Perotti a San Giorgio! 

 

Si ringrazia il Quotidiano di Bari che ha pubblicato un articolo sull’edizione del 7 aprile, che trovate nella rassegna stampa “ritagli di giornali 2009”

 

grazie e lasciate pure i vostri commenti!

RBalice

Premesso che stiamo parlando di una strada molto frequentata sia da automobilisti in quanto è l’unica utilizzabile per tutti coloro che, provenendo dai paesi a sud di Bari, si recano al park&ride di pane-e-pomodoro, apprezzato oramai da tutti, baresi e forestieri…. sia dalle tante persone che amano “godere sportivamente” il lungomare, che, allungandosi da pane e pomodoro praticano ciclismo e jogging, specialmente quando le belle giornate lo consentono.

Una strada che, in barba all’altissima frequentazione, attraversa un pezzo di città chiuso dal mare e dalle tangenziale, lasciato in “possesso” a nomadi, prostitute, spacciatori e drogati, michiati a cumuli di spazzatura civile: case semi-diroccate, montagne di materiale di risulta, a cani randagi e topi … circa 5 km di bel mare, ma solo se si mantiene fermo lo sguardo sull’orizzonte!

Situazioni di degrado indotto da residenze non proprio regolari, che si assommano a scene incresciose di compravendita, oltre che di uso stante, di ragazze, di droga, consumate tra i cumuli dei materiali di risulta piuttosto che negli anfratti delle rocce!

Tutto ciò viene fatto passare quotidianamente a qualsiasi ora del giorno, come fatto naturale, agli occhi delle migliaia di persone che ogni giorno transitano in auto o a piedi, residenti compresi (ma questi non fanno testo nella scala delle considerazioni)!

Inutile evidenziare quanto possa essere mortificante per una persona “normale”, costretta a utilizzare il tratto di strada in questione, non riuscire a trovare parole per spiegare il significato del tanto sfrontato ed ostentato movimento di signorine, bulli e debosciati, né verso i propri figlioli che viaggiando insieme guardano, non capiscono e chiedono “cos’è?” ….. né verso la propria coscienza civile in fatto di “persone verso persone”!

 

Ed ancora… una strada che, già penalizzata da buche e rattoppi di vario genere per scarsa o cattiva manutenzione, è diventata ancor più impraticabile, anche da un punto di vista strutturale a seguito di una operazione di vera e propria distruzione del manto stradale della corsia sud, per mano di squadre che per fare un semplice tracciato, in origine abbastanza ridotto, (lato San Giorgio) per alloggiare tubature di modeste dimensioni, sono riuscite ad aprire scavi che arrivano ad oltre un metro e mezzo di larghezza.. a seconda di come “saltava” la toppa sotto la pressione del martello pneumatico, usato al posto della taglia asfalto, quasi sicuramente per una questione di economie operative.

Un lavoro estenuante che è iniziato nel mese di ottobre del 2008 che restituisce al cittadino, dopo i lunghi disagi, una strada che non riesce a offrire più di 5 metri di asfalto contiguo su nessuna delle corsie; risarcimenti di asfalto a seguito degli scavi fatti a “dune” che lasciano buche anche davanti ai cancelli dei residenti, dove si creano delle pozze enormi!

 

Noi di Pro Civitate ci chiediamo se è mai possibile che l’amministrazione pubblica della città di Bari non si rende conto di nulla di tutto ciò e da decenni ignora totalmente il degrado a sud di Punta Perotti il cui abbattimento ha abortito la nascita di un germe di urbanizzazione; ci interroghiamo sulle sorti di questa zona e di chi la vive, considerato che non si può neanche sperare più in una naturale evacuazione del degrado da effetto popolamento!… e non sarà certo il progetto di sviluppo urbano dell’area tra la ferrovia e la tangenziale a consentire il popolamento del lungomare sud che a nostro avviso è destinato a rimanere per molto tempo ancora isolato e degradato!

 

Quindi si chiede con fermezza di inserire tra i propositi della prossima amministrazione pubblica la messa a piano di interventi che restituiscano dignità alle persone che ci vivono e ci transitano, ed a quella attuale uscente di operare da subito un maggior controllo verso chi oggi continua a fare uso ed abuso di questo pezzo di territorio comunale.

 

Bari a sud non può finire come e con Punta Perotti!

 

Continuando a confidare nel prezioso sostegno della stampa e dei mezzi di comunicazione da sempre assicurato alle cause sociali intraprese dal Movimento in epigrafe, è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti e rinnovare i sensi della nostra stima. 

fto. D.ssa Rosalia Balice

(Delegata Circ. Torreamare-Japigia)

 

ELETTROSMOG- S.PASQUALE RISCHIA?

antenne.jpgE’ allarme elettrosmog nel rione San Pasquale di Bari. 

A destare preoccupazione l’antenna della Tim posta sul palazzo dell’Ufficio Scolastico provinciale (già Provveditorato agli Studi). Una centralina a rischio emissioni contro cui sono stati presentati già due esposti, uno all’ Arpa, Asl e Responsabile per la sicurezza sul lavoro della Provincia di Bari dai dipendenti dello stesso Provveditorato (a giugno del 2008) e l’altro dal movimento civico “Pro Civitate” che lo scorso 29 dicembre ha chiesto alla Procura della Repubblica di Bari di verificare il rapporto tra le emissioni e l’insorgenza di tumori…..

La legge regionale 5/2002 prevede che vengano ridotte le emissioni del 50% in prossimità di scuole ed ospedali- ricorda Uggentiuna cautela necessaria, visto che non si conoscono gli effetti delle emissioni, ma che nel rione San Pasquale non viene affatto rispettata”……
NuovaItaliaBari 24.02.2009
Portale di Bari del Circoli Nuova Italia
articolo di  Erika Tomasicchio 

La zona è infatti oggetto di un forte campo elettromagnetico: oltre alla stazione radio-base di via Re David n.178 installata a dicembre 2004 ce ne sono altre due molto vicine: uno in via Gobetti angolo Re David e un’altra in via Nizza, qualche centinaio di metri più in là, risalente a giugno del 2006. A rivelarlo è Vitantonio Uggenti, presidente di Pro Civitate, che spiega: “l’edificio di via Re David è di proprietà della Provincia di Bari. E’ l’ente che ha dato l’autorizzazione ad installare la centralina, mentre di solito sono i condomini che autorizzano l’uso del lastrico solare concedendolo in locazione.”

Il problema si pone poiché l’antenna sorge nel bel mezzo del quartiere universitario, vicinissimo cioé a molti plessi scolastici: oltre alla scuola elementare Edmondo De Amicis che si trova di fronte al Provveditorato,  nella zona ci sono anche l’orfanotrofio Annibale Maria Di Francia (alle spalle), e le scuole superiori Romanazzi, De Lilla e Panetti che subiscono l’esposizione cronica ai raggi elettromagnetici assieme con tutti i cittadini residenti della zona.

La legge regionale 5/2002 prevede che vengano ridotte le emissioni del 50% in prossimità di scuole ed ospedali- ricorda Uggenti- una cautela necessaria, visto che non si conoscono gli effetti delle emissioni, ma che nel rione San Pasquale non viene affatto rispettata”. A tal proposito l’Associazione “Medici per l’ambiente” parla di diverse patologie (tra cui neoplasie, cefalee, astemie, insonnia) che inorgerebbero per la vicinanza con le onde, riducendosi man mano che ci si allontana dalla fonte.

 Secondo le attuali conoscenze scientifiche infatti le onde elettromagnetiche si propagano a forma di fungo. “Ciò richiederebbe, a rigor di logica, che a concedere l’autorizzazione siano gli edifici circostanti a quello su cui è collocato il ripetitore– precisa il Presidente di Pro Civitate- ma la legge tace sul punto.”

Tuttavia è da notare come nel corso degli anni passati siano stati gli stessi dipendenti dello stesso Ufficio Scolastico Provinciale (al di sotto dell’ antenna) a lamentare un aumento nell’incidenza di tumori oltre a significativi disagi soprattutto nella stanza del Provveditore.

Antenna si, antenna no. L’ultimo capitolo della vicenda risale al 21 Gennaio 2009. Un mese fa testimoni oculari hanno dichiarato di aver visto alcuni tecnici sostituire la centralina di via Re David con una nuova. Una modifica di cui non è stata informata l’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) così come è previsto tali casi. Anche il Comune nega di essere a conoscenza della sostituzione, affermando che l’antenna sarebbe stata cambiata per questioni meramente paesaggistiche (nonostante la nuova sia identica dal punti di vista estetico).

Intanto il quartiere è sul piede di guerra e lo stesso Provveditore agli studi è in attesa del monitoraggio promesso dall’Arpa e mai mantenuto. Prosegue inoltre la battaglia contro “l’antenna selvaggia” di Pro Civitate: “Noi chiediamo in via precauzionale che non si concentrino le antenne nelle vicinanze di scuole e ospedali, di modo da ridurre il numero di fonti in attesa dei controlli previsti dall’Arpa e dall’assessore all’ambiente Maria Maugeri, che nel 2004 promise una mappatura e diversi altri interventi”.

 

A.A.A. cercasi logopedista

Certamente ricordate l’iniziativa di Pro Civitate di formulare una interrogoazione alla Regione Puglia, a proposito dell’interruzione del servizio di logopedia presso la ASL Adelfia-Valenzano
(leggete il post http://procivitatebari.myblog.it/archive/2009/03/03/interruzione-servizio-di-logopedia.html)

L’interrogazione di Pro Civitate affrontava un problema a due volti: un professionista che non può più operare per scadenze contrattuali, in corrispondenza di fabbisogni di assistenze sanitarie disattesi!

Oggi anche la Gazzetta del Mezzogiorno si è interessata a questo tema importante. Manlio Triggiani che ringraziamo vivamente, ha scritto un articolo in proposito che è stato pubblicato il 29 marzo e che trovate oltre che descritto nel seguito di questo post, anche allegato alla rassegna stampa. Buona lettura



Scaduto il contratto, non è stato rinnovato


La Gazzetta del Mezzogirono 29/03/2009
MANLIO TRIGGIANI
A.A.A. cercasi logopedista
Scaduto il contratto, non è stato rinnovato
Scade il contratto a tempo determinato e la logopedista che lavora per conto dell’Asl di Valenzano e Adelfia (sì, due presidii affidati a una sola persona) lascerà il lavoro e, ancora una volta, le famiglie che portano i propri bambini in quei centri di riabilitazione si troveranno di nuovo con un problema capitale. 
Lì sono costretti ad andare bambini che hanno problemi di pronuncia, di espressione, bambini down che di fatto imparano a parlare. Vengono corretti tutti i problemi e viene effettuata una educazione e rieducazione della voce e del linguaggio scritto e parlato. 
I bambini hanno bisogno di esercizio e di essere costantemente seguiti. 
In questi due presidii Asl la presenza di una logopedista è un problema ricorrente. Anche negli anni scorsi la questione è stata affrontata e le soluzioni sono state sempre di carattere temporaneo. 
Già in passato, quindi, numerosi sono stati i disagi per i piccoli pazienti e soltanto dopo le proteste delle famiglie e gli interventi di movimenti civici, nell’aprile dell’anno scorso, è stata inviata una logopedista, con un contratto annuale, che scadrà martedì prossimo e non è prevista, almeno per ora, alcuna continuità o soluzione. 
È facile comprendere le difficoltà che affronteranno le famiglie costrette a trovare un altro presidio dove portare il proprio bambino (con difficoltà logistiche e di trasferimento per raggiungere un altro paese) e i conseguenti immaginabili problemi che potrebbero derivare dalla mancata continuità terapeutica. 
È una vicenda che si trascina dal 2005, con interruzioni periodiche. A Valenzano sono seguiti ben otto bambini e ci sarebbe una lista d’attesa con almeno un’altra decina. Ad Adelfia, la situazione non è molto dissimile nonostante ci sia un altro centro di riabilitazione. 
A febbraio la logopedista ha dovuto sospendere le cure perché ha effettuato le previste, contrattuali due settimane di ferie e martedì dovrebbe essere l’ultimo giorno di lavoro. I bambini, a seconda del piano di recupero previsto, devono seguire la terapia almeno due volte la settimana. 
I genitori sono molto preoccupati e si sono rivolti a un movimento civico che già in passato si era occupato del caso, Pro Civitate. 
Il presidente, Vitantonio Uggenti, ha provveduto a inviare all’assessorato regionale alla Salute un documento con il quale si chiede di intervenire quanto prima per dare continuità terapeutica ai piccoli che fanno riferimento ai due presidii di Adelfia e di Valenzano. 
Che cosa ne pensa il direttore sanitario dell’Asl Bari, Alessandro Calasso? 
«Stiamo provvedendo a risolvere tutta una serie di problemi relativi ai logopedisti – spiega – ad esempio al quartiere San Paolo, e in altre zone dove i servizi erano in parte scoperti. Mi impegno, appena andrò in ufficio lunedì mattina, ad affrontare il problema e provvedere a risolverlo entro la settimana. Nessuno intende lasciare scoperto un servizio in due presidii».

Barriere Architettoniche alla stazione di BARI centrale

Risposta Ministero Infrastrutture alla denuncia di PRO CIVITATE

Contrariamente a quanto molti pensano, i Ministeri sono più attenti e presenti degli enti comunali, e forse ci consentono di risolvere prima anche i problemi più elementari

Il movimento PRO CIVITATE aveva da tempo rimesso all’attenzione degli Assessori alla Mobilità Urbana e ai Lavori Pubblici  del Comune di Bari, giusta nota attraverso la quale si sollecitava un loro intervento presso l’Ente Ferrovie dello Stato affinché si provvedesse a rendere la Stazione Ferroviaria di Bari Centrale e le sue pertinenze, accessibili anche agli utenti con ridotte capacità di deambulazione, a seguito della inutilizzabilità per guasti, dei servoscala posti alle rampe di accesso dei sottopassi.
Oggi riceviamo una risposta dal ministero che alleghiamo integralmente risposta ministro barriere architettoniche stazione ferroviaria bari.pdf

Pro Civitate aderisce al progetto UDC

Il presidente Vitantonio Uggenti, il primo candidato UDC-IoSUD ufficialmente individuato come Presidente, specificatamente per la Circoscrizione Carrassi-San Pasquale, ha dichiarato alla Gazzetta del Mezzogiorno: (L’articolo a cura di Manlio Triggiani, lo trovi nella RASSEGNA STAMPA “ritagli di giornali 2009”)

 

«Abbiamo cominciato questo percorso perché abbiamo apprezzato la volontà del segretario Nazionale On.le  Pierferdinando Casini nel rivendicare la propria autonomia, indipendenza ed identità»

 

Autonomia, indipendenza ed identità sono infatti nel “dna” del Movimento Civico Pro Civitate, dove come a tutti noto, partecipano uomini e donne di diversa ideologia politica, che tuttavia, vincendo ogni pregiudizio ideologico hanno sempre operato nell’esclusivo intento di salvaguardare e rivendicare  i diritti di tutti “contro tutti” e soprattutto di contribuire nella costruzione di  una città migliore per i nostri giovani e per i nostri anziani.

L‘attuazione del tanto auspicato decentramento amministrativo, al solo fine di poter dare risposte concrete alle reali aspettative e bisogni della cittadinanza, per trasformare  le circoscrizioni da sedi istituzionali inutili  e gravose per il bilancio Comunale  in istituzioni efficienti, è il primo obiettivo che Pro Civitate intende promuovere e perseguire.

Noi non sogniamo, tantomeno annunciamo di voler realizzare nella nostra città irrealizzabili opere faraoniche, bensì ci proponiamo di valorizzarne quello che già c’è.

Dopo 10 anni nel corso dei quali poco e nulla si è fatto nella nostra città, recuperare il tempo perso rendendola semplicemente più accogliente, decorosa, vivibile e godibile per quelli che la abitano, sarebbe già un successo!

 

LA VARIANTE ALLA SS16 E’ SEMPRE PIU’ UNA REALTA’

Dal Blog http://unastradaperlavita.myblog.it della delegata Rosalia Balice

Ancora un altro passo avanti verso la realizzazione della Variante alla SS16 a Torreamare!

L’impegno di tutti noi del Movimento PRO CIVITATE, dei residenti e dell’ANAS sta dando i suoi buoni frutti. Infatti è ufficiale l’assegnazione dell’incarico di “Studio Impatto Ambientale (SIA) e Progettazione (preliminare e definitiva) dei Lavori di Realizzazione Variante alla Tangenziale di Bari nel tratto compreso tra il Km. 806+400 (loc.s.anna- caldarola) ed il Km. 814+000 (loc. Torre A Mare) della SS. 16 “adriatica”, (APPALTO ED ESITO nella continua di questo articolo)

Apprendiamo con piacere dall’Ing. Marzi, responsabile del Compartimento ANAS di BARI, che i lavori procedono alacremente e che il progetto preliminare è stato già portato all’attenzione dei sindaci dei comuni convolti (Bari, Triggiano, Noicattaro), dei responsabili degli ATO per  quanto concerne l’impatto ambientale, nonchè di altri enti che gestiscono le infrastrutture quali le Ferrovie dello Stato, per la valutazione degli impatti dell’integrazione delle infrastrutture che si vanno a realizzare con quelle esistenti. Da questi confronti non sono emerse criticità o vincoli che possano porre veti alla realizzazione dell’opera! L’ing. Marzi ci fa sapere che a breve è prevista una conferenza di servizio tra l’ANAS e gli attori suddetti dei cui esiti vi terrò aggiornati.

Ora che sempre più si materializza l’opera, il nostro pensiero traguarda questo ulteriore successo, andando a considerare gli aspetti economici della questione: ovvero la fattibilità reale dell’opera, che si baserà esclusivamente sulla disponibilità di fondi, con un occhio attento alla delibera del CIPE del 06/03/2009 che prevede importanti stanziamenti per le infrastrutture al sud, senza citare espressamente quali, così come si legge in una nota del 07/03/2009 dell’ass. ai Trasporti della Regione Puglia Loizzo (rif http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&…).

A tal proposito il Movimento PRO CIVITATE chiede all’ANAS ed agli amministratori coinvolti nella spesa, un’attenzione particolare al tema economico e dei finanziamenti, perchè non si vanifichino gli sforzi di tutti (ivi compresi quelli economici già intrapresi), e non si disattendano aspettative e diritti ormai noti e riconosciuti.

Si coglie l’occasione per ringraziare ancora una volta l’ANAS nella persona dell’Ing. Marzi, per il rispetto che ha mostrato verso l’impegno preso con la cittadinanza di Bari e in particolare con i residenti di Torreamare S. Giorgio!

Rosalia Balice

APPALTO ED ESITO

Esito n. 1/13

Rif. RIGA Rif. GARA Data Aggiud. Importo Categorie

467975 10954407 25/02/2009 328.300,00 P-OG3, C-AMBI Ente Appaltante ANAS ENTE NAZIONALE PER LE STRADE – COMPARTIMENTO DELLA VIABILITA’ PER LA PUGLIA, UFFICIO GARE, Viale Einaudi N. 15, 70100 Bari (ba) Zona Lavori BA, Bari Oggetto Pubblico Incanto: Cig 021832035c – Gara 36/2008. Servizi Di Ingegneria – Prestazione Di Servizi Tecnici Per Assistenza Alla Redazione Di Elaborati Relativi Allo Studio Di Impatto Ambientale E Al Progetto Preliminare E Progetto Definitivo Per I Lavori Di Realizzazione Di Una Variante Alla Tangenziale Di Bari Nel Tratto Compreso Tra Il Km. 806+400

(loc.s.anna) Ed Il Km. 814+000 (loc. Torre A Mare) Della S.s. 16 “adriatica”. Importo Complessivo Di Euro 328.300,00.

Durata Articolo: 150 giorni Offerta Economicamente Piu’ Vantaggiosa Offerta Fonte (clicca per prelevare) PERCENTUALE 31.80 ALBO,G.U. CEE N. S 044/2009 DEL 05-03-09

(ESITO) Vincitore 120647 – DAM – (S.P.A.) – VIA LEON BATTISTA ALBERTO,84 – 48100 – RAVENNA – RA

Associati – Note

– R.T.I.; – ASSOCIATO: UNING S.R.L. – SETAC SRL; – L’AVVISO VIENE RIPROPOSTO PER AGGIORNAMENTO FONTE (DATA DI AGGIUDICAZIONE E SEDE VINCITORE);

 

PARCO DUE GIUGNO E LA LUDOTECA

La Gazzetta del Mezzogiorno 5 marzo 2009 /Gazzetta di Bari pag. VIII)
Spazi pubblici: domenica l’assessore Susy Mazzei incontra anziani e associazioni  
Tanto tuonò che piovve: l’assessore alla Solidarietà sociale, Susy Mazzei intende mettere a disposizione degli anziani tutti i giorni gli spazi della ludoteca di Parco Due Giugno. La decisione è stata presa dopo la denuncia di cittadini del quartiere Carrassi San Pasquale e del movimento civico Pro Civitate sulla carenza di iniziative per gli anziani e per i malati di Alzheimer e del morbo di Parkinson che hanno reso nota tramite Pronto Gazzetta.

 Il presidente di Pro Civitate, Vitantonio Uggenti, ha denunciato la carenza di iniziative per quelle categorie di cittadini a fronte della concessione a una cooperativa della ludoteca di Parco Due Giugno. Ludoteca aperta solo la domenica mattina. 
 L’assessore Susy Mazzei ha detto: «Non c’è problema, domenica mattina sarò presente in ludoteca per incontrare tutti gli anziani e le associazioni che volessero partecipare all’incontro per definire le loro
esigenze e concordare insieme aperture e utilizzo massimo della struttura. Già l’anno scorso abbiamo tenuto aperto dalle 17 alle 20 tutti i giorni. È andata bene e ora aumenteremo gli orari. Sono contenta della partecipazione dei cittadini. Poi – ha affermato Mazzei -, proporrò di varare un bando di gara per la gestione della struttura negli orari di apertura per gli anziani». 
 «Si tratta di una buona iniziativa – spiega il presidente di Pro Civitate, Vitantonio Uggenti – ma tardiva. Dopo anni che non si è fatto nulla per gli anziani e i malati, finalmente dietro le nostre pressioni qualcosa si muove. Gestire uno spazio per anziani, però, non significa trascorrere le ore accanto a loro ma fornire assistenza e iniziative e non solo in alcune stagioni. Obiettivo delle amministrazioni dovrebbe essere quello di valorizzare le proprie strutture».

Interruzione del servizio di Logopedia alla ASL BA/4

Interrogazione alla Regione Puglia

Assessore alle Politiche della Salute

Il movimento civico PRO CIVITATE porta all’attenzione dell’assessorato la problematica relativa all’interruzione di servizio della Dott.ssa Maria Mosca, logopedista in servizio presso il Distretto 10 Valenzano – Adelfia della ASL BA/4, per scadenza contratto, esponendo le criticità che tale interruzione comporterà in termini di continuità terapeutica, specialmente ai pazienti minori.

Consulta il testo completo MPC-04-09_Interrogazione per Logopedista.pdf

Aprite una ludoteca agli anziani

La Gazzetta del Mezzogorno 3 marzo 2009 (Gazzetta di Bari pagVII)

Largo 2 Giugno, contestato l’affidamento ai privati. Progetto città: spazio per tutti


«La coop gestisce con una gara pubblica. Facciano proposte»
Un esposto di Pro Civitate al Comune. Nei locali si svolge attività per i bambini

MANLIO TRIGGIANI

Un gruppo di cittadini si è rivolto a Pronto Gazzetta per sottolineare che nel quartiere Carrassi mancano gli spazi per gli anziani e i punti di socializzazione sono pochi. E adesso, che la chiesa russa è passata allo Stato russo, probabilmente anche per i vecchietti che si ritrovavano lì per giocare a carte forse sarà più difficile vedersi.
Così, alcuni cittadini fanno presente che il parco Due Giugno dovrebbe restare aperto per più tempo e che al struttura come la Ludoteca, che è all’interno, «dovrebbe poter essere utilizzata da tutti, anche da anziani e anche per più tempo, magari utilizzata per più giorni».
Non solo: anche un movimento civico, Pro Civitate prende posizione in merito con un esposto al Comune. Vitantonio Uggenti, presidente di Pro Civitate, dice: «È assurdo che in una città nella quale non vi sono centri sociali per anziani e centri diurni per malati di Alzheimer, l’amministrazione comunale di Bari affidi gratuitamente immobili per ludoteche che in numerosi mesi non funzionano. Tanto – conclude Uggenti – da essere convertite in alcune giornate a fiere per mercatini del baratto».
Nell’esposto al Comune si parla della concessione per un anno gratis all’impresa Progetto Città delle due palazzine nelle quali è stata realizzata la ludoteca, che dovrebbe scadere a settembre. Non solo: «Appare quanto meno incomprensibile che
porzione di un immobile, ovvero di quello al quale si accede da via Einaudi possa essere affidata a costo zero a un’impresa affinché questa la destini a sede per uffici amministrativi. Nel quartiere Carrassi San Pasquale non sono stati attivati servizi sociali appositi dedicati agli anziani, tanto meno a pazienti affetti da malattia di Alzheimer e Parkinson» e per questo si chiedono le motivazioni in base alle quali quei locali sono stati affidati a Progetto Città.
Insomma, una contesa scaturita dal fatto che mancano nel quartiere spazi finalizzati ad attività sociali.
Come risponde l’assessore ai Servizi sociali, Susi Mazzei? «A partire dalla primavera la struttura sarà aperta tutti i giorni e comunque è attraverso una serie di questi progetti che è stata realizzata una rete per anziani. Ma comunque si tratta di una struttura, come anche il parco Don Tonino Bello, per attività destinate a disabili e ad anziani. L’amministrazione comunale mette a punto una serie di cose finalizzata per anziani e per minori».
Progetto città è sorta nel 1980 con finalità sociali, ricreative ed educative. Il presidente della cooperativa è Andrea Mori, 53 anni. Spiega: «Noi, ogni tre anni partecipiamo a un bando pubblico. Si fanno da quando è entrata in vigore la legge 285, che prevede interventi a favore dell’infanzia e dell’adolescen – za. Bandi a costo zero, e non abbiamo potuto usufruire di finanziamenti. Dopo due bandi vinti, per un totale di sei anni, siamo arrivati al 2003. Poi siamo andati avanti per proroghe. A giugno scorso, l’assessore Mazzei ci ha chiesto di partecipare a Parchi aperti per avviare le attività dei centri di ascolto delle famiglie e dei centri polivalenti. È normale che sia così perché la nostra attività è legata al 90 per cento agli enti pubblici. E abbiamo per
statuto finalità sociali».
Per questo Mori sostiene che «la concessione di quella struttura serve a effettuare attività sociali. Per quanto riguarda gli anziani, bene, loro vengono la domenica mattina, li accogliamo, leggono il giornale o giocano a carte. È gratuito l’ing resso, non ci sono problemi. Poi, se qualcuno del quartiere vuole che la struttura resti aperta per più tempo e magari mettendola a disposizione di alcune categorie particolari, a esempio, bene, nessun problema. Queste associazioni si facciano avanti – invita Mori -, invece di mandare esposti, e facciano proposte concrete: potremmo lavorare insieme. Adesso a Parco Due Giugno è aperto solo la domenica mattina; potremo aprire anche per più giorni. Ci facciano proposte concrete, venissero a gestire la struttura insieme con noi. Noi – dice Mori – questa struttura la gestiamo con un nostro operatore e alcuni volontari del servizio civile. Svolgiamo attività di servizio non volontariamente».
La struttura sarà gestita da Progetto Città fino a settembre prossimo e i servizi di animazione ed educativi che la cooperativa offre al Comune (frutto di bandi di concorso vinti) scadranno alcuni a marzo e altri a maggio. «A Parco Due Giugno, da giugno a metà settembre – dice Mori – abbiamo registrato 11mila presenze e quasi 13mila al Don Tonino Bello. Gestiamo, con gare d’appalto vinte regolarmente, tre centri famiglia (un o a Poggiofranco, uno a Madonnella e uno a Carrassi), un centro aperto polivalente per adolescenti di Japigia di età compresa fra i 15 e i 19 anni.
Alcuni di questi impegni vengono affrontati in collaborazione con altre strutture. Le attività negli ospedali, a esempio, sono gestite con Granteatrino e da dicembre scorso è ripresa la gestione della ludoteca di San Pio.
«In quella ludoteca – dice Mori – siamo operativi da 2 mesi abbiamo 60 bambini iscritti e a ogni incontro sono presenti almeno 30. Qualcosa significherà».

MANLIO TRIGGIANI

Barriere Architettoniche alla stazione di BARI centrale

Esposto ai ministeri

Il movimento PRO CIVITATE ha da tempo rimesso all’attenzione degli Assessori alla Mobilità Urbana e ai Lavori Pubblici  del Comune di Bari, giusta nota attraverso la quale si rappresentava la difficoltà per gli utenti delle Ferrovie dello Stato con ridotte capacità di deambulazione, a raggiungere i piazzali ferroviari, atteso che i servoscala posti alle rampe di accesso non erano funzionanti e al contempo si sollecitava  un loro intervento presso l’Ente Ferrovie dello Stato affinché si provvedesse a rendere la Stazione Ferroviaria di Bari Centrale, indi le sue pertinenze, accessibili anche agli utenti con ridotte capacità di deambulazione.

Oggi si intende dare seguito a questa richiesta disattesa, con esposto ai Ministri delle Infrastrutture e Trasporti e Lavoro, Salute e Politiche Sociali, il cui testo trovate nel file allegato MPC-03-09_Interrogazione per eliminazione barriere architettoniche a….pdf.

V. Uggenti

DEGRADO FOGNA Lungomare Torre a Mare-S.Giorgio

Foto0009.jpgINTERROGAZIONE del Movimento Pro Civitate
della delegata Balice sul degrado del sistema fognario del lungomare di Bari tra S. Giorgio e Torreamare, ormai al collasso strutturale (vedi archivio fotografico su blog http://unastradaperlavita.myblog.it )

Dopo l’interrogazione di PRO CIVITATE (qui il testo completo PROCIV Degrado fogna lungomare.pdf )  e dopo vari solleciti abbiamo ricevuto delle risposte poco esaustive che fanno intendere chiaramente l’assenza totale di un piano organico di risanamento e quindi posso darvi riscontro degli scarsi risultati con le dovute AMARE CONSIDERAZIONI!..

RISPOSTE:
Premesso che ci sentiamo onorati di aver ricevuto delle risposte molto velocemente, considerati i tempi medi di circa un anno dell’assessorato LL PP .. vi riassumo gli eventi:
  • (22/01/2009) L’assessorato Ambiente e Sviluppo sostenibile, Igiene pubblica, Verde pubblico, Tutela degli animali, Politiche energetiche del comune di BARI risponde con una lettera in cui si mostra interessato a seguire l’evoluzione delle attività, rimarcando le competenze all’assessorato ai Lavori pubblici
  • (20/01/2009) L’assessorato EDILIZIA PUBBLICA E LAVORI PUBBLICI risponde con una richiesta nei confronti del proprio ufficio strade, di presa in carico per l’inserimento delle opere nella prossima programmazione delle OO PP … non è chiaro di quali opere si tratta (se stradali, fognarie.. entrambe)? e soprattutto di quali tempi e in quale amministrazione !!!!)
  • Una totale assenza da parte dell’AQP che evidentemente risponde solo se interrogata dal comune!.. ma il comune ad oggi gli avrà fatto qualche richiesta? anche questo non ci è dato sapere !!!!!

CONSIDERAZIONI:
Da queste risposte due considerazioni:

prima di tutto ci chiediamo se è stato compreso a fondo il nostro problema, che nella sua complessità implica competenze amministrative plurime e l’intervento di enti esterni, ma il carteggio è formale e poco indicativo di comunicazione cooperativa! fortuna che l’interlocutore principale è proprio l’assessore Lorusso che è stata già precedentemente sensibilizzata proprio nel corso degli incontri con i residenti!!!

ma soprattutto, dopo aver io stessa parlato con l’assessore  Lorusso e tentato di spiegare la natura del problema, ho capito che non esiste un piano organico di risanamento della rete fognaria per la nostra zona, e dobbiamo registrare con amarezza che nulla è stato fatto e nulla si è mai pensato di fare…quindi, allo stato attuale c’è solo il nulla!

CONCLUSIONI:
In un momento in cui le attività dell’amministrazione del Comune di BARI sono finalizzate o all’auto-elogio per quanto fatto (che è per natura sempre discutibile) o alla rimando di responsabilità verso precedenti amministrazioni, per quanto non si è stati in grado di fare (che è per natura sempre oggettivo).. la questione fogna a sud evidentemente non si colloca affatto bene … è scomoda e può trovare solo risposte di convenienza, che formalmente dicono tutto .. ma nei fatti non dicono nulla!!!

Forse dobbiamo aspettare che passi la buriana elettorale e che avvengano i nuovi insediamenti al comune di bari, per riproporre il problema .. ma intanto fino ad allora chi gestirà la cacca che esce dai tombini? e soprattutto chi si farà responsabile dello scontento dei cittadini della zona ai quali viene rubato anche il sogno dell’utopia delle promesse prelettorali…..??

Purtoppo si pensa ancora che basta prestarsi ad una qualsiasi forma di presenza mediatica per soddisfare il bisogno di concretezza del cittadino .. Meditate gente .. meditate !!!!

..presto ripartiremo alla carica ROSALIA BALICE

SMENTITA DI UNA LISTA CIVICA DI PRO CIVITATE

Bari li, 31 gennaio 2009

Il Presidente

La presente per smentire nella maniera più assoluta che il movimento civico in epigrafe abbia  predisposto una Lista Civica  da proporre per le prossime consultazioni elettorali per il rinnovo dei Consigli Comunale e Circoscrizionali della Città di Bari, tantomeno che il medesimo movimento sia afferente a qualsivoglia partito e/o coalizione.

Non deve trarre in inganno, tantomeno autorizzare chicchessia a  diffondere calunniosamente l’idea che  Pro Civitate è un sodalizio afferente al centro destra  poiché lo scrivente ha in passato partecipato attivamente all’attività politica nell’ambito del partito Alleanza Nazionale.

Pro Civitate è un movimento che, libero da ogni pregiudizio politico ideologico, sosterrà il candidato e/o la coalizione che proporrà un progetto realistico, realizzabile e credibile per la città di Bari.

Tuttavia, allorquando i candidati alla carica di Sindaco in quota al PDL e al PD  renderanno  noto quanto nelle loro intenzioni si  propongono di  realizzare per la città di Bari, Pro Civitate  renderà noto quale posizione intenderà assumere e soprattutto se proporre e/o offrire a questi la disponibilità di propri rappresentanti da candidare nelle liste per il rinnovo dei Consigli Comunale e Circoscrizionali.  

F.to Vitantonio Uggenti

CADUTA DI STILE del Leader del Pd On.le D’Alema

Comunicato stampa

Bari li, 18 gennaio 2009

Il Presidente

Indubbia caduta di stile quella del Leader Massimo  del Pd On.le  D’Alema, quando asserisce  che alcune personalità del centro destra  sostengono Israele per dimostrare a questa  di aver cambiato pelle  e di aver preso le distanze dalla tradizione fascista e antisemita.

E’ indubbio che il riferimento è diretto a quei politici e militanti  di AN di provenienza Missina  che secondo l’On.le D’Alema  sarebbero tradizionalmente  fascisti e antisemiti.

L’On.le D’Alema  ha perso l’occasione per evitare di dire sciocchezze, che da un uomo del suo spessore politico, nessuno si attendeva dover sentire.

Piuttosto che tentare di guadagnare la scena politica  argomentando su teoremi fantasiosi, l’On.le D’Alema  si preoccupi  dei problemi giudiziari che investono autorevoli esponenti del PD  che come ormai noto non è solo la casa degli Angeli ma ahimè anche dei Diavoli, e non da oggi, atteso che  già  ai tempi di Missione Arcobaleno alcuni membri dell’ex PCI  non si erano manifestati beati. 

Tornando all’oggetto della presente,  è  noto  che a  chiunque  aderisse al MSI-DN e più tardi ad AN  non è mai stato chiesto di  condividere e perseguire come obiettivo  la restaurazione del Partito Fascista, poiché non nelle intenzioni dei costituenti,  pertanto i riferimenti dell’On.le D’Alema non sono supportati da nulla se non dalle sue fantasie.

Non si proponga tuttavia più puro di tanti altri l’On.le D’Alema, poiché anch’Egli è figlio non del PD o del defunto Ulivo, ma di quel Comunismo che dove ha governato ha seminato solo morti, persecuzioni e rovine.

Leggendo le sciocchezze asserite dall’On.le D’Alema viene spontaneo  dire: ma guarda da che pulpito viene la predica!

Vitantonio Uggenti

STAZIONI RADIO BASE

Il Corriere del Mezzogiorno 30.12.2008

Ambiente Sotto accusa gli impianti di telefonia mobile al San Pasquale  «I tumori sono in aumento, colpa delle antenne killer»

Esposto ai giudici del movimento Pro Civitate

Allegata un’informativa dell’Ufficio scolastico di via Re David nella quale viene segnalata la diagnosi di cancro di diversi dipendenti.

BARI — Negli ultimi mesi «le diagnosi di patologie tumorali tra i dipendenti dell’ufficio scolastico provinciale » di via Re David sarebbero «aumentate esponenzialmente » e in «maniera sospetta ». In quella stessa zona, tra i quartieri Carrassi e San Pasquale, sorgerebbero almeno una decina di antenne delle compagnie telefoniche. Una concentrazione che, secondo il movimento civico «Pro Civitate», potrebbe essere causa dei numerosi casi di tumore diagnosticati negli ultimi sei mesi tra i residenti.

Ieri mattina, il presidente dell’associazione, Vitantonio Uggenti, ha presentato un esposto in procura che nei prossimi giorni – verrà assegnato dal procuratore Emilio Marzano. Una denuncia molto dettagliata nella quale si fa riferimento anche ad un’informativa trasmessa dall’Ufficio scolastico di via Re David al ministero del-l’Istruzione, all’Arpa, all’assessorato regionale alle politiche della Salute, all’Asl di Bari e alla prefettura.

Nel documento verrebbe «segnalata la diagnosi, negli ultimi tempi, di patologie tumorali a carico di numerosi colleghi e che sarebbero correlabili, a detta dei mittenti dell’informativa stessa, ad emissioni elettromagnetiche », è scritto nell’esposto.

Sul tetto dello stesso edificio che ospita il provveditorato scolastico è installata un’antenna della Tim. Un casualità? Non per Uggenti che chiede alla magistratura di «accertare – si legge nella denuncia – ogni eventuale nesso di causalità tra i fatti denunciati e gli eventi verificatisi, nonché di verificare l’esistenza dei presupposti di responsabilità penale in capo a chicchessia, con espressa punizione del reo o dei rei e con espressa riserva di costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale in danno delle predette persone». L’antenna della Tim non è l’unica nella zona. «Solamente in via Re David – denuncia il presidente di Pro Civitate ne sorgono due, una di fronte all’altra». Una terza trova spazio in via Nizza, poco distante. Tra San Pasquale e Carrassi una decina complessivamente. A pochi metri dalle stazioni radio ci sono anche le scuole elementari e medie: la presenza di quelle antenne ha creato preoccupazioni e malumori tra i genitori dei ragazzi e tra gli stessi professori.

Anche se non è ancora possibile stabilire scientificamente e con certezza un nesso fra l’insorgere del cancro e l’esposizione continuata ai campi elettromagnetici cresce la paura tra i residenti. Per questo Uggenti chiede che «in assenza di dimostrazioni epidemiologiche definitive e di adeguate conferme sperimentali» vengano «adottate misure di cautela per ridurre i valori del campo elettromagnetico radiante a cui è esposta la popolazione », e di «minimizzare la concentrazione delle troppe fonti di emissione» in un’area «ad alta densità di popolazione residente, lavorativa e scolastica».
L’installazione delle antenne e il potenziale rischio connesso all’alta concentrazione delle onde elettromagnetiche, sono state segnalate anche ai ministeri della Comunicazione, dell’Ambiente, della Salute, dell’Istruzione, alla Regione Puglia, alla Provincia e al Comune di Bari. Nel 2005, il Comune nominò una commissione con il compito di censire e monitorare gli impianti di telefonia e di trasmissione radio-televisiva presenti nel territorio cittadino, affinché si potesse intervenire, anche con sanzioni pesanti, laddove fossero state ravvisate irregolarità.


Vincenzo Damiani

STAZIONE RADIO BASE: Esposto

Esposto-Denunzia Procura della Repubblica

contro installazione della stazione radio base della TIM sul lastrico solare

“Nel Dicembre 2004, il menzionato Movimento Civico ha rappresentato alle competenti Autorità, ovvero ai Ministeri delle Comunicazioni, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, della Salute, dell’Istruzione  dell’Università e della Ricerca, alla Regione Puglia, alla Provincia di Bari e al Comune di Bari, che l’installazione della stazione radio base della TIM sul lastrico solare dell’immobile ubicato in Bari alla via Re David n. 178, come noto sede degli uffici del Centro  Servizi Amministrativi per la Provincia di Bari, destava preoccupazione e allarme tra la popolazione residente, lavorativa e scolastica“…..

Il testo completo dell’esposto   installazione stazione radio base della TIM.pdf


EDILIZIA SCOLASTICA: problemi strutturali e buracratici

Interrogazione parlamentare

…….quanto accaduto nei giorni scorsi presso il Liceo Scientifico Darwin di Rivoli (TO), dove come noto uno studente ha perso la vita ed altri 18 sono rimasti feriti non  è un episodio isolato, atteso che analoghi incidenti si sono verificati nel 2002 presso la Scuola Elementare di San Giuliano di Puglia e nel 2006 presso la Scuola Elementare di Ossi ;
Numerose strutture edilizie scolastiche  versano in condizioni tanto precarie da dover essere dichiarate almeno per porzioni di esse inagibili...

…..se il Ministro in indirizzo, non ritenga necessario ed urgente adottare significative iniziative tese ad accertare l’ammontare delle risorse investite nell’ultimo triennio dagli Enti territorialmente competenti

leggi il testo completo edilizia scolastica.pdf

Pensione di invalidità dopo 5 anni: senza arretrati

La Gazzetta del Mezzogiorno
2
4 novembre 2008

BARI – Sembra un’odissea e dura da più di cinque anni. Un’odissea la cui fine pare ancora lontana, aggravata dalle non floride condizioni economiche di Mario Mosconi, 43 anni, invalido al 75 per cento. Attende la pensione di invalidità, che gli è stata assegnata da una commissione dell’Asl. Ha atteso 5 anni e solo l’altro giorno ha ricevuto una lettera con la quale gli fanno sapere che potrà ritirare la pensione a partire da maggio scorso. Ma perderà un bel po’ di soldi che gli spettavano, gli arretrati. Al danno del ritardo, la beffa della perdita di soldi.

È una storia lunga: nato con problemi di salute, Mario è stato sempre tenuto sotto controllo. Operato da piccolo di mielomeningocele lombare (un’operazione chirurgica alla spina dorsale) gli è stata riconosciuta, nel corso degli anni, una invalidità del 40 per cento. Il tempo non è stato amico di Mario e così la sue condizioni fisiche sono peggiorate. Il 13 febbraio del 2004 la Commissione invalidi civili gli riconobbe un’invalidità del 67 per cento. Ritenendo che la percentuale non fosse adeguata alle sue condizioni, i parenti hanno proposto un ricorso al giudice unico della Sezione lavoro del tribunale di Bari. Nel marzo del 2006 un medico, incaricato dal Tribunale, lo visitò e riscontrò, oltre ai problemi cronici, anche una flebopatia che non gli consente di camminare. Il medico ha stabilito, quindi, che Mosconi ha una riduzione della capacità lavorativa generica del 75 per cento.

La domanda fu presentata il 24 febbraio del 2003 ma, spiega Mosconi «per un errore della commissione fu scritto sul verbale 24 agosto 2003». Era stata scritta a penna, la grafia non era molto chiara… Da qui i primi problemi di carattere amministrativo. Nella trascrizione della data della pratica fu riportato anche l’errore.Mosconi avrebbe perso 5 mesi di pensione arretrata. La pratica fu bloccata Mosconi fece ricorso e il medico della commissione nominata dal Tribunale riconobbe la data esatta. Nel frattempo, il 43enne è stato sottoposto a quattro interventi chirurgici, l’ultimo soltanto qualche giorno fa.

Per le difficoltà di circolazione sanguigna alle gambe, in particolare alla sinistra, è stata effettuata un’operazione con lo scopo di allargare una vena per favorire il passaggio di una quantità maggiore di sangue. Il mignolo del piede sinistro è stato amputato perché la circolazione carente lo avrebbe fatto andare in cancrena. Mario Mosconi dice: «È una situazione difficile, sento di non stare bene e le mie condizioni peggiorano. Interventi, cure, visite specialistiche. Spero di migliorare. Intanto, da anni, nonostante abbiano riconosciuto le mie condizioni di salute, non hanno di fatto provveduto ad assegnarmi la pensione di invalidità anche per un errore materiale, di carattere amministrativo». A questo punto, per fare prima, pensando di accorciando i tempi, Mosconi chiede all’Asl una nuova visita nel maggio scorso. La ottiene. E dopo la visita, gli confermano il 75 per cento di invalidità facendogli sapere, l’altro giorno, che a partire da maggio scorso otterrà la pensione. In altre parole, la data ultima sarebbe stata presa per buona e lui perderebbe così cinque anni di arretrati.

«Perché – si domanda Mosconi – devo perdere una parte consistente dei miei soldi, gli arretrati?». Il ritardo? «Ricevo una pensione di reversibilità di scarsi 700 euro – spiega la madre di Mario, Chiara Lanave – non ho lavoro, ho 69 anni e tante difficoltà economiche». Intanto, il movimento civico Pro Civitate, presieduto da Vitantonio Uggenti, ha diffuso un documento nel quale ha annunciato che si rivolgerà alle autorità «per chiedere chiarimenti sulle dinamiche e i tempi di assegnazione della pensione».
Manlio Triggiani (www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

BULLISMO

Bullismo: e se stessimo di più con i figli?

di Vitantonio Uggenti* – da BariLive.it

I fatti di bullismo e di violenza che interessano la nostra città e le nostre scuole, talvolta sottovalutati, configurano un quadro preoccupante che impone la necessità di fornire alle Autorità di Pubblica Sicurezza e alle Istituzioni Scolastiche ulteriori risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a promuovere la cultura della legalità.
Tuttavia per prevenire e contrastare efficacemente i fenomeni di bullismo e di violenza fisica e psicologica tra gli adolescenti e i giovani, un ruolo centrale deve essere svolto dai nuclei familiari di riferimento, ai quali non possono sfuggire eventuali atteggiamenti disadattivi e problematici dei propri figli, talvolta erroneamente interpretati e giustificati come atteggiamenti tipici dell’età dell’adolescenza.

Essendo la scuola, il terminale su cui convergono tensioni e dinamiche del nostro sistema sociale, essa rappresenta una risorsa fondamentale per lo studio dei fenomeni di bullismo, che possono quindi essere prevenuti e contrastati attraverso azioni di sistema nel quale scuola e famiglia assumono un ruolo fondamentale.
Pertanto, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo, è necessario richiamare ad un maggiore senso di responsabilità i nuclei familiari e al contempo sostenere e valorizzare il ruolo degli insegnanti, quotidianamente impegnati nello svolgere un ruolo non solo didattico ma anche educativo.

La scuola, quale istituzione preposta alla realizzazione delle finalità educative, nell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo, deve rispondere non solo con giuste e proporzionali sanzioni disciplinari, ma attraverso il coinvolgimento con obbligo di partecipazione per i giovani e le rispettive famiglie, ad attività curriculari sostenute da, docenti, specialisti qualificati nel trattamento per la riduzione dei comportamenti disadattivi e problematici e rappresentanti delle Autorità di Pubblica Sicurezza.

E’ evidente che i fenomeni di bullismo non devono e non possono essere parificati ai reati commessi da adolescenti e giovani, che, per la loro specificità siano da assimilarsi ad atti delinquenziali, frequentemente commessi da soggetti che vivono in contesti familiari disadattati e/o disturbati.
In proposito, a quest’ultimo aspetto, non appare irragionevole chiedersi se nell’intento di rieducare un adolescente che si sia reso protagonista di gravi atti di bullismo o delinquenziali, sia utile e opportuno riaffildarlo al proprio nucleo familiare, se quest’ultimo non fosse in grado di affrontare il problema o si rifiutasse di seguire con il minore un adeguato percorso curriculare.

Per questo, sin dal suo annuncio, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla organizzazione delle Ronde, atteso che nostro convincimento è che il problema merita di essere studiato e affrontato nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi dove gli adolescenti e i giovani si aggregano, e non spettacolarizzato, al punto tale che qualcuno possa trarre ispirazione per realizzarvi un video game.
Del resto non sarebbe la prima volta che, ispirandosi a fenomeni assai poco educativi, taluni editori realizzino e commercializzino giochi diseducativi, avverso la cui diffusione Pro Civitate si è esposta e spesa presso i Ministeri competenti, senza aver mai ricevuto alcuna notizia in proposito, ne tanto meno appreso dell’adozione di giuste iniziative finalizzate a vietarne e/o meglio regolamentarne la loro diffusione.
Come si può sperare di promuovere la cultura della legalità e chiedere una maggiore presenza sul territorio delle Autorità di Pubblica Sicurezza, consentendo al contempo ai nostri adolescenti e giovani di poter acquistare giochi che incitano al bullismo nelle scuole o che trattino di mafia?

Perché stupirsi dell’aggressività di alcuni studenti perpetrata nelle scuole ai danni dei compagni più deboli, o del fatto che uno studente pretenda che i compagni lo ossequino baciandogli la mano?
Proviamo a chiederci se piuttosto che lasciare i nostri figli a giocare per ore al computer e/o alla play station, senza sapere a cosa giocassero, non sarebbe stato il caso di seguirli nel loro percorso di crescita nella difficile fase dell’adolescenza .
Le famiglie non possono oltre sottrarsi alle loro responsabilità, ed è in forza di questo nstro convincimento che sosteniamo che non si può sperare di risolvere il problema organizzando le Ronde, ma studiandolo, coinvolgendo da subito in percorsi curriculari le famiglie dei giovani a rischio e non, e avendo soprattutto cura di non confondere gli atti di bullismo con gli atti delinquenziali perpetrati dalla microcriminalità, che, nella nostra città, ha dato sempre prova di essere radicata.

PERICOLOSITA’ SS 16 a SUD di BARI

Il presidente del Movimento PRO CIVITATE – V. Uggenti, ha depositato il 9 giugno 2008 l’esposto alla procura della repubblica di BARI sui problemi di sicurezza e vivibilità dei residenti tra Torre a Mare e S. Giorgio. Nel file trovate il testo integrale
ESPOSTO PROCURA DELLA REPUBBLICA.pdf

Trasformiamo in Museo l’ABAZIA S. ANGELO – Ceglie

Un museo nell’antica abbazia

 

Ormai ridotta ad un rudere la millenaria abbazia di Sant’Angelo di Ceglie del Campo (già Comune autonomo, oggi quartiere di BARI)

Il Movimento Civico PRO CIVITATE si è da tempo attivato per sostenere la trasformazione dell’antica abbazia Sant’Angelo di Ceglie (XII secolo?) in un grande museo archeologico dove conservare i tanti reperti trovati nella zona e nei siti circostanti considerati di grande valore artistico. è la proposta di Luigi Mangialardo, Gaetano Di Monte, l’ingegner Raffaele De Rosa e Giuseppe Balice, rappresentanti del Movimento per l’autonomia di Carbonara, Ceglie, Loseto e Santa Rita per dare nuova vita all’antica struttura ormai fatiscente e nel contempo trovare un luogo adatto per raccogliere tutto il materiale affiorato negli anni passati dal sottosuolo, migliaia di reperti archeologici dell’epoca in cui l’area era abitata dai Peuceti rinvenuta in tombe e antiche costruzioni affiorate durante gli scavi di opere come il cimitero o scuole.

……È solo una proposta o forse un sogno al momento non realizzabile perché l’antica abbazia di Ceglie del Campo sta cadendo a pezzi e tra poco sarà anche difficile ristrutturarla”.

A lanciare l’allarme tempo fa, fu Vitantonio Uggenti, presidente dell’associazione “Pro civitate“, che dopo numerosi inviti rivolti all’amministrazione e agli enti preposti alla salvaguardia dei beni artistici della città denunciò il grave stato di degrado in cui versa l’antico palazzo risalente al XII secolo d.C., facente parte del patrimonio dell’Opera Pia. Nonostante le sollecitazioni nulla è stato fatto perché la struttura venisse risistemata. Il 4 settembre del 2003 fu siglato un accordo tra il Comune di Bari, l’ente che assiste gli anziani e l’allora Ausl Bari/4 finalizzato al recupero dell’area. Secondo il protocollo l’amministrazione avrebbe dovuto riqualificare e ristrutturare l’abbazia con i fondi derivanti dai Programmi operativi regionali per le aree bersaglio di Ceglie e Carbonara. L’Opera Pia, in quanto proprietaria ne avrebbe concesso l’usufrutto e la Ausl avrebbe usato alcuni locali del palazzo per svolgervi delle attività per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Invece nulla è cambiato e negli ultimi anni è stato svolto solo un lavoro di puntellatura per garantire sicurezza e staticità alla struttura, ma nulla di più. Qualche tempo fa il Ministero per i beni e le Attività culturali interpellato sulla questione e sollecitato a fare qualcosa ha risposto che “il Comune ha ritenuto non opportuno onorare l’accordo perché non conveniente per l’Amministrazione”.

Per essere precisi l’intervento di recupero non è stato neanche inserito dal Comune nel programma di interventi finanziabili con i fondi Por 2000-2006 in assenza di idonee garanzie di ordine gestionale e finanziario della struttura da parte dell’Opera Pia. Insomma, al di là delle buone intenzioni è stata stroncata sul nascere l’ipotesi di attuare l’intervento con di concerto con la Ausl.

«Arrivati a questo punto non si può certo pensare di non fare più nulla», tuona polemicamente Mangialardo che sollecita lo stanziamento di fondi per ristrutturare l’opera pensando questa volta ad un recupero finalizzato alla valorizzazione culturale del territorio, di cui l’abbazia Sant’Angelo è un simbolo. Il Ministero dopo la lettera dell’associazione “Pro Civitate” ha inviato a sua volta un documento in cui sollecita l’amministrazione ad avviare le previste procedure di recupero, ma per ora non ci sarebbe l’intenzione di procedere ad alcun intervento. Ma il movimento per l’Autonomia non si arrende e vorrebbe che l’antico palazzo diventasse uno degli elementi distintivi del nuovo Comune se il progetto dovesse andare in porto. Chiede che venga svolta almeno una pulizia straordinaria del cortile.

Sono passati anni e l’abbazia di Sant’Angelo è rimasta abbandonata a se stessa: nel tempo a causa anche dell’inciviltà di tanti cittadini è stata trasformata quasi in una discarica. Invasa dall’immondizia, dai calcinacci e dai materiali inerti derivanti dalla ristrutturazione di appartamenti è diventata impraticabile. Addirittura all’interno dell’area c’è un pulmino, abbandonato anni fa davanti all’ingresso del palazzo. Il tempo passa e le antiche mura dell’abbazia si coprono di rampicanti, il cortile si riempie di rifiuti e i vandali sono liberi di deturpare e distruggere. Molti cittadini sono indignati dello stato in cui è stato lasciato l’immobile e gridano allo scandalo perché «sino ad ora nulla è stato fatto per salvare una struttura che rappresenta un patrimonio artistico e culturale per Ceglie e per tutta la città».

Molti anni fa il palazzo era stato interessato da una parziale ristrutturazione da parte dell’Opera Pia che avrebbe voluto realizzarvi una casa di ricovero per anziani. Poi non se ne fece più nulla e il palazzo è rimasto incustodito. «Da allora – raccontano i residenti – i ladri hanno portato via tutto quello che si poteva rubare, perfino gli infissi, i vetri delle finestre e i servizi igienici. L’abbazia è ridotta ad un rudere, ma per fortuna non è pericolante per cui si potrebbe ancora intervenire. Il quartiere ha assistito in silenzio alla progressiva distruzione di quello che doveva essere considerato un palazzo storico, un’attrazione culturale ed artistica del territorio.

BULLISMO

Il 71% dei giovani ha assistito a prepotenze subite a un amico da parte di altri ragazzi. Di questi, il 14% ha dichiarato che capita spesso, senza sostanziali differenze tra Nord e Sud.
E’ quanto ha certificato – nel novembre 2006 – la Società italiana di pediatria nel rapporto annuale sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti.
Il fenomeno – in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni – interessa tanto i ragazzi quanto le ragazze. Anzi, le percentuali relative al coinvolgimento in atti di bullismo dei due sessi si equivalgono.
Chi subisce atti di sopraffazione si difende da solo in un caso su due e solo 1 su 5 ne parla con i genitori. Bassissima la percentuale di ragazzi che ne parla con i propri insegnanti.
L’84% dei giovani si atteggia a bullo per essere ammirato all’interno del gruppo. A seguire – con picchi comunque elevati – i motivi sono la speranza di diventare un leader, di essere attraente nei confronti dell’altro sesso o la paura di essere emarginato dal gruppo.
Questi i dati rilevanti, ma la radice del fenomeno è assai più complessa. Ne parliamo con il ministro Giuseppe Fioroni(Pubblica Istruzione), con Vitantonio Uggenti, presidente del movimento ProCivitate barese e con il Professor Pasquale Attingenti, preside della Scuola Caracciolo di Napoli, un istituto considerato tra i più a rischio di comportamenti violenti in Italia.

Ipertermia Oncologica.. in Puglia solo a pagamento

IPERTERMIA ONCOLOGICA IN PUGLIA SOLO A PAGAMENTO
ASSOCIAZIONE CIVICA SCRIVE A MINISTRO PER MALATO INDIGENTE

(ANSA) – BARI, 11 OTT. – 2006

“Anche nella malattia bisogna essere fortunati, perché ammalarsi di tumore a Monza non è come ammalarsi a Bari”: è l’amara considerazione del presidente Vitantonio Uggenti dell’associazione civica “pro Civitate” di Bari a proposito del caso di un uomo di 53 anni ammalato di tumore che si sta sottoponendo alla chemioterapia e alla ipertermia oncologica.

Quest’ultimo trattamento viene accostato al primo per renderlo più efficace o in alcune regioni viene fatto in regime di convenzione o presso ospedali pubblici, ma non in Puglia dove si può fare solo a pagamento in strutture private.
L’ammalato, sottolinea Pro Civitate, si trova in una condizione di indigenza perché, a causa della sua patologia, ha superato il periodo di comporto ed è stato licenziato, e non ha ancora ottenuto il riconoscimento della invalidità civile da parte dell’Inps. Il trattamento di ipertermia cui si sta comunque sottoponendo costa 4.500 euro per un ciclo di 15 sedute.
Pro Civitate ha quindi scritto al ministro della Sanità, al prefetto, al presidente della giunta regionale, al sindaco e a numerose altre autorità per ottenere nello specifico un contributo straordinario che consenta all’uomo di non interrompere il trattamento e di pagare le spese di casa, e perché l’Inps acceleri le procedure per il contributo.
L’associazione chiede anche che, più in generale, le strutture ospedaliere pubbliche pugliesi si dotino quanto prima di apparecchiature per l’ipertermia oncologica e che, nell’attesa, sia possibile sottoporsi alla terapia in regime di convenzione anche nelle strutture private che dispongono dell’apparecchio.
Chiede anche che vengano “garantite a tutti i pazienti oncologici le stesse opportunità di cura e l’ipertermia oncologica sia inserita nella lista dei trattamenti che nella Regione e in tutto il territorio nazionale possono essere effettuati in regime di convenzione”. (ANSA)

Il Comune dice NO al recupero dell’ABAZIA S. ANGELO – Ceglie


Quotidiano Bari 18-DIC-2005 (Antonio De Luigi)

BARI- E’ possibile lasciare che un’antica vestigia del passato dal punto di vista storico, architettonico e religioso come un’antica abbazia venga abbandonata al proprio destino a Ceglie del Campo, escludendola dai piani operativi del Comune di Bari, finanziati dalla Comunità Europea per il 2000-2006?

A Palazzo di Città, purtroppo, sono capaci di questo ed altro, come si evince dalla nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali firmata dal Sottosegretario Nicola Bono circa tre mesi fa per rispondere ad interrogazioni e denunce dell’On. Giuseppe Gallo (An) e del Comitato Cittadino barese “Pro Civitate“.

…. Che tempo addietro, come si ricorderà, avevano sollevato il problema del restauro dell’ex Badia di Sant’Angelo dì Ceglie con interrogazioni ed esposti, sottolineando l’interesse artistico di uno dei pochissimi documenti di architettura sacra, risalenti addirittura ai Secoli XI1I-XV1, rimasti in piedi da queste parti. “Per quanto attiene il mancato inizio dei lavori di consolidamento e di ristrutturazione dell’Abbazia -si legge nella risposta del Sottosegretario al Ministero dei Beni Artistici e Culturali Nicola Bono- si rende noto che il Comune di Bari li ha esclusi dai Programma Por 2000-2006 in assenza di idonee garanzie di ordine gestionale e finanziario della struttura da parte dell’Opera Pia proprietaria”.
Ma il Comune di Bari non ha rinunciato solo ai cospicui finanziamenti, con !a scusa che l’Opera religiosa, proprietaria dell’immobile, non abbia strumenti adatti a gestire i lavori, ma ha escluso anche l’ipotesi di attuare l’intervento con la partecipazione dell’Azienda Sanitaria Locale Ba/4, “…in quanto non rispondente al recupero funzionale dell’ex Abbazia”, scrive ancora Bono. Addio, dunque, ad ogni speranza di rivedere risplendere l’antico complesso monastico alla periferia sud del capoluogo, nonostante per il suo recupero da parecchio tempo si fosse mossa anche la Soprintendenza ai Beni architettonici e “Culturali. Che, come sottolinea il viceministro che s’è occupato anche della ricostruzione del Teatro Petruzzelli, aveva svolto un “ruolo attivo per l’inserimento degli interventi di recupero dell’edificio nei programmi cofinanziati con fondi comunitari”.
A sollevare la questione della necessità dei lavori all’Abbazia era stato all’inizio dell’anno, con una breve, ma puntigliosa nota inviata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Presidente del Comitato ” “Pro Civitate” Vitantonio Uggenti. Il quale aveva “fotografato” l’antico manufatto dotato di “elementi architettonici di notevole pregio, tanto che il Ministero competente con un provvedimento risalente al 23 agosto del ’90, aveva imposto il vincolo paesaggistico ed architettonico ex legge 1089/39. Ma tutto e’ rimasto solo sulle carte e scartoffie polverose di enti e ministeri, evidentemente. “Detto manufatto, di proprietà dell’Opera Pia Dì Venere, versa in precarie condizioni igienico-sanitarie e soltanto con una accurata restaurazione si potrebbe provvedere a non far scomparire per sempre una testimonianza di così notevole rilievo”, spiega ancora piuttosto preoccupato ed arrabbiato Uggenti. Che l’8 febbraio scorso aveva già scritto al Ministero retto da Urbani anche per chiarire i contorni della convenzione stipulata fra Comune, Azienda Sanitaria Bari-4 ed Opera Pia per i lavori di restauro e ristrutturazione dell’Abbazia Sant’Angelo, ancora fermi. “E non dimentichiamo che anche la struttura dell’Opera Pia versa in condizioni strutturali preoccupanti”, chiosa ancora il Presidente di “Pro Civitate, che sul restauro dell’ex Abbazia di Ceglie ha anche sollecitato un’interpellanza parlamentare dell’On. Gallo, al quale, per non chiudere per sempre il portone dell’antico monastero, lasciandolo cadere a pezzi sotto i colpi inesorabili del tempo che passa, non resta che sperare nell’intervento della’ Soprintendenza pugliese, con l’attivazione, dopo la rinuncia del Comune, della procedura di esecuzione di interventi conservativi imposti da! decreto legislativo n.42/2004. Poco in verità, ma sempre meglio di niente…

ACCESSO AI CORSI DI LAUREA

Esami, il lettore ottico contro i trucchi
Repubblica — 25 gennaio 2002 pagina 10 sezione: SPORTELLO UNIVERSITÀ

Una proposta sensata non priva di spunti polemici: utilizzare il sistema della lettura ottica subito dopo la prova d’ esame per avere in tempo reale i risultati dei test a scelta multipla di tutti i corsi a numero programmato. Un modo efficace, trasparente e in linea con i tempi che metterebbe a tacere contestazioni e sospetti. Il suggerimento è di Vitantonio Uggenti, presidente del movimento universitario Pro Civitate Universitatis, intervenuto a Roma lo scorso martedì con una delegazione pugliese in un incontro molto affollato sul numero chiuso e le immatricolazioni accolte con riserva che si è svolto all’ hotel Bologna.

Un problema tuttora non risolto di cui anche a Bari si torna a discutere periodicamente tra mille polemiche. «Pare che tra le molte bozze presentate prevarrà l’ ipotesi della sanatoria totale per tutti gli immatricolati nel 20002001 – racconta Uggenti – ma noi di Procivitate abbiamo fatto notare come questa via non tenga conto della sanatoria restrittiva dell’ anno prima, che inglobava anche le situazioni irrisolte degli anni accademici precedenti». La richiesta del movimento è invece quella di optare per una soluzione netta: vengano riaccolti tutti, figli e figliastri, oppure meglio nessuna sanatoria. Spiega il presidente: «Su questa vicenda le ingiustizie sono state molte, con i figli di papà che si potevano permettere le spese legali per il ricorso e tutti gli altri a guardare e subire». E riprende: «Sarebbe auspicabile che il probabile provvedimento di sanatoria del quale è prossima la discussione nelle rispettive commissioni alla Cultura dei due rami del Parlamento sia esteso a favore degli studenti del ‘992000. Non avendo potuto sostenere esami, non poterono beneficiare degli effetti della legge 27 marzo del 2001. Oltre naturalmente a quelli iscritti con riserva nel 20002001 e a tutti coloro che si sono visti rifiutare l’ immatricolazione, sebbene in possesso di ordinanza cautelare di sospensiva del provvedimento». La strada che si sta percorrendo, sono le conclusioni di Pro civitate – Universitatis, ha tutte le caratteristiche di essere una sanatoria «di tipo clientelare che nulla ha a che fare con una scelta di principio indispensabile dopo anni di compromessi e di mancanza di chiarezza». Tra i problemi discussi a Roma e sottoposti all’ attenzione del ministro Moratti, quello dei posti a numero chiuso alla facoltà di Odontaiatria di Bari che limita a 44 studenti la partecipazione ai corsi: «Teniamo conto che l’ Università di Bari, contrariamente ad altri atenei, fa riferimento a tre regioni, Puglia, Basilicata e Calabria», chiarisce Vitantonio Uggenti. «Se la difficoltà sono gli spazi per le esercitazioni, si può sempre pensare di ricorrere a convenzioni con altri ospedali».
– SARA STRIPPOLI