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Esposto Procura della Repubblica Caserma Rossani – BARI

DSCN1473 Il Movimento PRO CIVITATE di Bari nella persona del presidente V. UGGENTI, ha prodotto un esposto-denunzia alla procura della Repubblica, contro la mancata riqualificazione della Caserma Rossani di BARI.

SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA c/o il  TRIBUNALE BARI

           Il sottoscritto Vitantonio Uggenti, nato a Milano il 13 giugno 1964, e residente in Bari alla via Quarto nr. 46, in qualità di Presidente pro-tempore del Movimento Civico Pro Civitate, con sede provvisoria in Bari al Viale Unità  d’Italia nr. 63, espone quanto segue .

 A)    Nell’anno 2000, la Caserma Rossani  di Bari, era inserita nell’elenco  dei beni del Ministero della Difesa   per i quali era programmata la  dismissione, già prevista dall’art. 44 comma 1, della Legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Allegato 1 : Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2000).

 B)    Il 17 gennaio 2003, il P.M.P. “Settore : Chimico-Ambientale-Tossicologico DIVISIONE ARIAa seguito di richieste del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ASL BA/4 e dell’Ufficio Territoriale del Governo  eseguiva dei sopraluoghi e prelievi  all’interno della Caserma Rossani, ed accertava  la presenza di amianto nel materiale costituente le coperture degli edifici antistanti piazzale Centocannoni, Viale Nicola Serna e Viale Baldassarre, oltre che nel materiale costituente una canna fumaria presente all’interno di uno di detti edifici. (Allegato 2 : Relazione tecnica PMP Prot. N° 0132 del 17 gennaio 2003).

 C)    Nell’anno 2005, la Caserma Rossani di Bari, era inserita nell’elenco dei beni in uso all’Amministrazione della Difesa, non più utili a fini Istituzionali, da consegnare al Ministero dell’Economia e delle Finanze e per esso all’Agenzia del Demanio ( Allegato 3 : Decreto del Ministero della Difesa 28 febbraio 2005).

D)   Il 27 novembre 2006, il Movimento Civico Pro Civitate, rimetteva una nota all’indirizzo dei Ministeri della Difesa e dell’Economia e delle Finanze, al fine di sapere se di fatto l’Amministrazione del Comune di Bari aveva manifestato interesse ad acquisire al suo patrimonio l’ex presidio militare, e  più tardi, apprendeva che l’Amministrazione del Comune di Bari era interessata ad acquisire la Caserma Rossani per realizzare il “Piano Strategico Metropolitano” ( Allegato 4 : Interpellanza Pro Civitate e Risposta del Ministero della Difesa).

 E)     Il 30 aprile  2007, il Movimento Civico Pro Civitate, rimetteva una nota all’indirizzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Difesa, dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze, nonché del Comando Generale della Benemerita Arma dei Carabinieri, della Prefettura di Bari e del Comune di Bari, per chiedere che fosse valutata la opportunità di destinare una porzione dell’area della Caserma Rossani a sede della Stazione del Carabinieri attualmente insediata nello stesso quartiere all’interno di un condominio privato (Allegato 5 : Interpellanza Pro Civitate).

 F)     Il 26 giugno 2007, il Movimento Civico Pro Civitate, riceveva una nota  dal Capo della Segreteria del Ministero dell’Interno,  dalla quale si apprendeva che al  fine di assicurare alla Stazione dei Carabinieri di Bari Carrassi una migliore sistemazione tecnico logistica, il Sindaco del Comune di Bari aveva manifestato la disponibilità a reperire una idonea soluzione nell’ambito della Caserma Rossani, in previsione del trasferimento della predetta struttura al patrimonio dell’Ente. (Allegato 6 : Risposta Ministero dell’Interno).

G)   Il Decreto Legge 31 dicembre 2007, n. 248, coordinato con la Legge di conversione 28 febbraio 2008 n. 31, all’art. 22 quinquies – Interventi per la riqualificazione della Caserma Rossani e del quartiere Carrassi di Bari -, al comma 1 enunciava : E’ autorizzata la spesa di 13 milioni di euro per l’anno 2008, al fine di garantire la realizzazione degli interventi necessari per la riqualificazione della Caserma Rossani e del quartiere Carrassi San Pasquale da parte del Comune di Bari (Allegato 7 : Art. 22 quinquies  Decreto Legge 31 dicembre 2007 n. 248 , e art. 22 quinquies  Legge 28 febbraio 2008 n. 31).

H)   Il 29 aprile 2008, l’Agenzia del Demanio divulgava un comunicato stampa in merito alla sottoscrizione dell’atto di trasferimento della Chiesa Russa e del Palazzo della Prefettura dal Comune di  Bari  allo Stato Italiano in cambio della Caserma Rossani (Allegato 8 : Comunicato Stampa divulgato dall’Agenzia del Demanio).

I)       Al Corriere del Mezzogiorno ed. di Bari del 3 aprile 2013  l’Assessore ai Lavori Pubblici Dr. Marco Lacarra dichiarava “ abbiamo a disposizione i 13 milioni di euro che potremo utilizzare appunto per riaprire tutta l’ex Caserma “. (Allegato 9 : Corriere del Mezzogiorno ed. 3 aprile 2013).

J)      Dalla Gazzetta del Mezzogiorno ed. 2 febbraio 2014, si apprendeva che alcuni concittadini  che già abusivamente avevano occupato un immobile di proprietà pubblica denominato Villa Roth dal quale erano stati allontanati il 14 gennaio u.s. a seguito di provvedimento emesso dal Tribunale di Bari, si   introducevano e  occupavano l’ex presidio Militare denominato Caserma Rossani (Allegato 10 : Gazzetta del Mezzogiorno ed. 2 febbraio 2014).

K)    Al Corriere del Mezzogiorno ed. 9 febbraio 2014, il Sindaco di Bari dichiarava : “ Noi siamo diventati proprietari  3 anni e mezzo fa – racconta il Sindaco Michele Emiliano- ed è stata un’operazione grandiosa inventata e promossa da me e da questa Amministrazione.         Il problema sono  i fondi, perché lo Stato ci aveva detto  che ci avrebbe messo a disposizione 2 milioni di euro ogni anno, per un totale di 13 . Quindi al momento ne abbiamo non più di 4 milioni di euro e sono insufficienti per qualsiasi progetto “. (Allegato  11 : Corriere del Mezzogiorno    ed. 9 febbraio 2014).

L)     In data 15 febbraio 2014, il  Sindaco del Comune di Bari , emanava un’ordinanza attraverso la quale ordinava il  divieto di accesso  e di utilizzo di tutte le unità immobiliari e relative pertinenze scoperte appartenenti al plesso denominato ex Caserma Rossani, e disponeva alla Ripartizione della Polizia Municipale di affiggere immediatamente copia della ridetta ordinanza presso gli accessi agli immobili e relative pertinenze scoperte, e di presidiare l’accesso al medesimo plesso, fino al compimento delle operazioni di messa in sicurezza (Allegato 12 : Ordinanza del Comune di Bari 2014/00193 – 2014/185/00125).

M) In data 21 marzo 2014, lo scrivente, nella qualità di Presidente   pro-tempore  del Movimento Civico Pro Civitate,  contattava il Centro Studi della Camera dei Deputati  per avere notizie in merito alla gestione dei fondi che l’Amministrazione del Comune di Bari avrebbe dovuto ricevere, così come disposto all’art, 22 quinquies della Legge  28 febbraio 2008 n. 31. In proposito il Servizio Studi della Camera dei Deputati, a mezzo email del 21 marzo 2014, a firma del Dott. Gian Paolo Boscariol, comunicava che tali risorse erano iscritte nel bilancio dello Stato per il 2008, al  capitolo 7029 dello stato di previsione del Ministero dell’Interno (D.M. 38112 del RGS), e che in detto esercizio finanziario, era stata trasferita al Comune di Bari  la somma di 2,6 milioni di euro. Dalla nota, si apprende che negli esercizi finanziari 2009, 2010 e 2011, i restanti 10,4 milioni di euro non erano stati erogati e pertanto detta somma veniva dichiarata “perente”. Infatti, nell’esercizio finanziario 2012, il cap. 7029/Interno, non presenta in proposito alcuna disponibilità di bilancio.  ( Allegato 13 : Email ricevuta dal Servizio Studi della Camera dei Deputati e estratti dei consuntivi per capitoli di spesa del Ministero dell’Interno   degli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012).

 

             Il Movimento Civico Pro Civitate, in persona del suo Presidente pro-tempore,    Sig. Vitantonio Uggenti, premesso :

–    che a fronte dell’indennizzo che doveva essere corrisposto dallo Stato  all’Amministrazione del Comune di Bari, consistente in 13 milioni di euro, affinché  la Caserma Rossani e il quartiere Carrassi San Pasquale potessero essere riqualificati, solo 2,6 milioni di euro sono stati erogati a tutt’oggi all’Amministrazione del Comune di Bari ;

–   che la parte residua consistente in 10,4 milioni di euro, non essendo stata accreditata all’Amministrazione del Comune di Bari, è stata dichiarata “perente”, e quindi non più presente nel capitolo di spesa 7029/Interno dell’esercizio finanziario 2012;

–  che a seguito dello stato di abbandono della ex Caserma Rossani, essa è stata più volte occupata abusivamente, anche da  soggetti intenti a manipolare parti di rame di illecita provenienza, e a tutt’oggi è occupata da concittadini che precedentemente avevano occupato l’immobile di proprietà pubblica denominato Villa Roth ;

–   che a fronte dei numerosi annunci di imminenti interventi di riqualificazione dell’ex area militare denominata Caserma Rossani, è fondato il timore che anche a seguito del non accreditamento all’Amministrazione del Comune di Bari da parte dello Stato di quanto enunciato all’art 22 quinquies della Legge 28/02/2008 n. 31,  per motivazioni allo stato sconosciute, la ridetta area  continui  ad essere occupata abusivamente, indi non riqualificata e resa  fruibile dalla cittadinanza.    

 ESPOSTO – DENUNZIA

             nei confronti di tutti coloro i quali la S.V. dovesse ritenere responsabili di eventuali reati perseguibili d’ufficio e/o a querela di parte, che saranno ravvisabili in seguito alla lettura del presente esposto, con espressa punizione del reo (o dei rei) e    con espressa riserva di costituzione di parte civile nell’istaurando procedimento penale in danno delle predette persone.

            Chiede inoltre, di essere avvisato in caso di archiviazione del processo penale.

             Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 161, C.P.C. elegge domicilio in Bari, al viale Unità d’Italia n. 63, con impegno a comunicare tempestivamente il cambio di sede del Movimento esponente.

            Salvo ogni altro diritto, ragione ed azione e con dichiarazione che si esibiscono i seguenti documenti :

  1. Fotopia Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12/9/2000.
  2. Fotocopia relazione tecnica del PMP del 17/1/2003, Prot. 0132.
  3. Fotocopia del Decreto del Ministero della Difesa del 28/2/2005.
  4. Fotocopia Interpellanza Pro Civitate del 27/11/2006, e risposta del Ministero della Difesa.
  5. Fotocopia Interpellanza Pro Civitate del 30/4/2007.
  6. Fotocopia risposta del Ministero dell’Interno all’interpellanza del 30/4/2007.
  7. Fotocopia Art. 22 quinquies D.L. 31/12/2007 n. 248, e art. 22 quinquies Legge 28/2/2008 n. 31.
  8. Fotocopia comunicato stampa divulgato in data 29/4/2008 dall’Agenzia del Demanio.
  9. Fotocopia articolo del Corriere del Mezzogiorno ed. del 3/4/2013.
  10. Fotocopia articolo della Gazzetta del Mezzogiorno ed. 2/2/2014.
  11. Fotocopia articolo Corriere del Mezzogiorno 972/2014.
  12. Fotocopia Ordinanza del Comune di Bari del 15/2/2014.
  13. Fotocopia email ricevuta dal Servizio Studi della Camera dei Deputati in data 21/3/2014.

 

Il Movimento Civico Pro Civitate, in persona del suo Presidente pro tempore, si dice fiducioso di una benevola presa in considerazione del presente esposto- denunzia.

 

                                                                                 Con osservanza

                                                                       F.to            Vitantonio Uggenti

 

Bari lì, 22 marzo 2014

INCONTRO PUBBLICO sulla RIQUALIFICAZIONE ex Caserma ROSSANI

cementificazione.jpg

Il MOVIMENTO PROCIVITATE sarà presente all’INCONTRO PUBBLICO del 07/01/2012 tra l’amministrazione comunale (il Sindaco di Bari Dr.Emiliano – l’Assessore all’Urbanistica ing. Sannicandro – il Presidente della VI Circoscrizione  Ing.Scorza) ed i cittadini,  sul tema della riqualificazione della ex CASERMA ROSSANI. 

Il Rappresentante del Movimento PROCIVITATE dr. Luciano Di Belloche da tempo è impegnato sul tema della riqualificazione dell’area della ex caserma, ha preparato per l’occasione un comunicato stampa (Rossani forum circoscrizione_06012012.pdf), nel quale viene ribadita con forza la posizione del Movimento PROCIVITATE che guarda ad un riuso dell’area incentrato sull’aspetto del sociale puro e  necessario”.

Tale comunicato sarà esposto nel corso dell’incontro alla cittadinanza presente ed ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, e quindi consegnato nelle mani del Presidente della Circoscrizione Carrassi ing. Leonardo Scorza.

La redazione di PRO CIVITATE

RIQUALIFICAZIONE ex Caserma ROSSANI

casermarossani.jpg…MA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BARI HA MAI PROVATO A CAPIRE COSA SERVE REALMENTE AL QUARTIERE?…

In riferimento ai recenti articoli pubblicati in merito alla riqualificazione della ex Caserma Rossani, ecco di seguito una nota del presidente che richiama l’attenzione dell’amministrazione comunale di Bari ad occuparsi della vicenda della riqualificazione dell’area della ex Caserma ROSSANI, operando secondo le effettive necessità della zona e non secondo la consueta politica dei fuochi di artificio!

Leggi la nota riqualificazione ex Caserma Rossani 01122011.pdf

ESPOSTO per il D.CIRILLO di BARI: Il convitto danneggiato e beffato

cirillo.jpgL’Avvocatura Generale dello Stato in un parere molto dettagliato (30 luglio 1998) asseriva che i Convitti avrebbero avuto titolo per pretendere dalle Province i canoni di locazione per i locali adibiti a sede delle istituzioni scolastiche Statali annesse.

Quindi, la provincia di Bari, non solo non ha mai corrisposto alcun canone di locazione, ma non ha mai stipulato la convenzione che garantirebbe la copertura delle spese economiche correnti.

Pro Civitate, promuovendo questa nuova azione con un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Bari, alla Procura Regionale della Corte dei Conti e al Ministero dell’Economia e delle Finanze (leggete qui ESPOSTO_DOMENICO_CIRILLO_26022011.pdf), auspica che le Istituzioni interpellate facciano chiarezza, nonostante Leggi e pareri espressi prima dal Consiglio di Stato e successivamente dalla Avvocatura Generale dello Stato siano chiari ed esaustivi, eccezion fatta per la Provincia di Bari.

Vitantonio Uggenti
Presidente Movimento PRO CIVITATE Bari

CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BARI: la posizione di PRO CIVITATE

cementificazione.jpgIl Movimento PRO CIVITATE di Bari, da sempre attento alla qualità della vita dei concittadini, intravede un futuro  urbanistico degradato per la città e nel risveglio dei partiti dei costruttori, paventa la possibilità che si voglia incrementare il cemento a scapito del verde nella città di Bari.

 

Particolare attenzione il Movimento PRO CIVITATE da sempre pone sulla questione dell’area della ex caserma ROSSANI sulla quale ha prodotto segnalazioni e comunicati, invitando l’amministrazione pubblica a realizzare il progetto di verde ipotizzato fin dai primi tempi (vedi post http://procivitatebari.myblog.it/archive/2010/03/05/parco-ex-caserma-rossani-il-paese-dei-balocchi-cementificato.html). 

PRO CIVITATE ringrazia il progetto “IL RESPIRO” (http://www.ilrespiro.eu/) per aver cortesemente pubblicato la nostra lettera del 5.3.2010 sull’area dismessa della “ex Caserma Rossani verso la cementificazione” (cfr. bandierina verde su Bari).

 

L’ultimo comunicato stampa prodotto dal movimento PRO CIVITATE lo potete  consultare a questo link PRO_CIVITATE_rossani_15012011.pdf

Di seguito potete approfondire un’analisi molto interessante sulla questione cementificazione fatta da DE BELLO LUCIANO Delegato di PRO CIVITATE per Picone-Poggiofranco.

 

Il Comune di Bari, perdendo la causa contro i  Matarrese per la questione di Punta Perotti, dovrà risarcire i costruttori per i danni subiti e sembra che l’Amministrazione voglia proporre in cambio suoli edificatori in luoghi differenti e non meglio precisati. Ma tutto questo si spera senza alcun danno per le casse comunali. Inoltre, dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa locale, si apprende che vi è un gran fervore da parte dell’Amministrazione in merito a molteplici piani o sogni urbanistici con  possibilità di nuove costruzioni edificatorie tra cui ricordiamo le seguenti:

 

Lungomare da Torre Quetta a San Giorgio con palazzine a due piani!? Ennesimo sogno ! Chi vorrà costruire preferirà, tentando ancora una volta di creare barriere dopo il cielo e il mare, i soliti e più appetibili palazzoni baresi di almeno sette piani?

 

Case “sociali” al posto dei Parchi per i quali era già pronta la delibera con i progetti di costruire abitazioni tra Carrassi e Poggiofranco. Il Comune aveva individuato aree che, in base alla Legge Regionale 12/2008,  originariamente destinate a servizi (parchi, scuole, e impianti sportivi)  sarebbero poi prevalentemente state utilizzate per edificare case popolari. Addirittura si è detto che in quella zona era emerso un surplus di aree destinate a verde pubblico ! Qualcuno ha sospettato che possa trattarsi di un ennesimo regalo ai costruttori ! Per fortuna la delibera è stata bocciata in Consiglio Comunale grazie anche al Consigliere Comunale P.ssa Maria Maugeri, molto sensibile alle problematiche del verde,  che insieme ad altri si è tenacemente opposta. Ma si teme che alla fine la delibera possa essere ripresentata. 

A proposito di verde, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), Bari risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati.

 

Costruzioni nell’area ex Caserma Rossani, le cui zone circostanti sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere grandi parchi come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park” che costituiscono polmoni verdi nel cuore delle città ? 

Richard Ryan, psicologo inglese dell’Università di Rochester ha verificato in uno studio che 15-20 minuti lontani da traffico e palazzoni sono efficaci contro stress e stanchezza; ha anche affermato che la natura è un vero carburante per lo spirito perchè ci carica di vitalità e voglia di fare, e le persone più vitali sono anche più resistenti alle malattie. Aggiunge Luca Carra di Italia Nostra (associazione che si occupa anche di forestazione urbana): ”Diverse ricerche dimostrano che chi entra in un parco rallenta il passo, si rilassa, ripulisce la mente dai rumori e i polmoni dai gas urbani. Le nostre metropoli dovrebbero avere 30-40 metri quadri di verde per abitante come accade nelle città europee più avanzate”.

Un recente studio (National Center for Atmospheric Research del Colorado e Università dell’Arizona) ha dimostrato che le piante possono, attraverso le foglie, assorbire  sostanze chimiche, idrocarburi e le  emissioni dovute da traffico e materiali da costruzione presenti nell’atmosfera.

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

  • ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;
  • sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);
  • ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

 

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

Ricordiamo, purtroppo, che il Sindaco illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva numerose costruzioni: Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Ma tutto ciò potrebbe ancora chiamarsi Parco?  Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, la Centrale del Latte, La Caserma dei Vigili del Fuoco, gli immobili sequestrati alla malavita o  come la pensa il sociologo Giandomenico Amendola “perchè non utilizzare le Casermette e i depositi su Via Napoli invece di rincorrere espansioni urbane non facilmente attrezzabili”   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione!

 

Nulla togliendo  ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama con un concorso internazionale di idee senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.Come ha affermato il sociologo Giandomenico Amendola :”il campus dell’Università  e del Politecnico di Bari sembrano più destinati ad ospitare geometri che futuri architetti. E’ il sonno delle istituzioni che fa brutta una città”  La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. 

 

Si è fortemente preoccupati perché i manager dell’edilizia che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

 

Il Movimento Civico Pro Civitate, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani: 

  • con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;
  • con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

Il Movimento Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.  

 

 

Il Delegato dei quartieri Picone-Poggiofranco                                   

                                                          

          DE BELLO dott. LUCIANO                                          

PARCO EX CASERMA ROSSANI: il paese dei balocchi … cementificato

Sogni e contraddizioni. In assenza di progetti del parco a verde, incalzano le proposte dei privati costruttori

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50% dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. …

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

 

 

 

 

Bari, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati. Le zone circostanti la ex Caserma Rossani sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere un gran parco come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park”; sono o non sono polmoni verdi nel cuore delle città ? Addirittura l’architetto Renzo Piano vuole progettare un bosco: una settantina di alberi in Piazza del Duomo a Milano. Vogliamo, una volta per tutte, uscire dal solito provincialismo?

 

Ricordo che nel Parco Due Giugno il Sindaco, dopo aver comunicato alla cittadinanza  l’acquisizione della Caserma  Rossani al Patrimonio comunale, illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva, oltre alla Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, o tanti altri manufatti abbandonati o immobili sequestrati alla criminalità, potrebbero contenere “qualsiasi sogno” ! Vi è di più, i cittadini intervenuti nel dibattito, portatori di ogni esigenza socio-culturale, aprirono il loro libro (o meglio l’enciclopedia dei sogni) esprimendo i loro desideri: mercatini, zone per la meditazione indiana e di aggregazione per i giovani impegnati nelle attività culturali e di volontariato e in  tante altre iniziative. Ma tutto ciò può ancora chiamarsi Parco?   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione ! Mi sembra la torre di babele e le lingue diventano sempre più confuse.

L’area è di 80.000 mq. ed  il progetto del Comune prevede l’80% a verde e il 20 % di cubature ma, nell’incontro a Parco Due Giugno,  l’Assessore al verde  dichiarò che ben 40.000 mq sarebbero stati destinati a verde e solo il resto a cubature; forse, poco pratica con le percentuali, dimentica che 40.000 mq non sono più l’80 % a verde e che con i sogni si arriverebbe poi a stravolgere il tutto con l’80 % di cubature. Quindi prenderemo l’auto e cercheremo il verde a lama Balice…     

 

Nulla togliendo ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama internazionale “senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.

Sono d’accordo con l’economista Prof. Boccia che, temendo le lungaggini dei Forum, propose di utilizzare subito i 13 milioni (ammesso che esistano ancora) e di indire un concorso internazionale di idee. L’area della Rossani è strategica e mi chiedo cosa succederà lungo il tracciato ferroviario, la stazione ? Ritengo che sia essenziale riprogettare questa città in maniera organica e integrata, evitando le rigenerazioni/riqualificazioni/ristrutturazioni di “pezzi”, isole, recinti che, senza un’idea complessiva, resteranno frammenti deboli e sconnessi.

La palazzina Comando (Liberty) potrebbe essere salvata con poche altre strutture. L’auspicabile parcheggio multipiano per auto e bus, sottostante il parco, dotato di adeguati aspiratori, potrebbe collegare i pedoni con tapis-roulants a P.zza Moro per il rilancio del commercio del centro. Moderni interventi trasformarono il tessuto urbano di  grandi città come Barcellona influenzandone altre come Salerno, Genova, ecc. Persino Mola contattò il noto architetto-urbanista Bohigas per ridisegnare il lungomare e parte della città.

E’ finito il tempo dei sogni e delle ideologie; i cittadini pretendono soluzioni belle, rapide, concrete, moderne e innovative con precisi piani economico-finanziari. Farà in tempo il Sindaco  a  realizzarle ?  

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare.

 

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

–   ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;

–   sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);

–   ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

 

Dulcis in fundo, si è appreso recentemente (Corriere del Mezzogiorno del 4.2.2010) che “ l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune sta raccogliendo proposte di privati per la ristrutturazione dei primi plessi” e quel sito, (come affermato candidamente), “sta attirando parecchie attenzioni”.

 

Si è fortemente preoccupati perché le lobbies dei costruttori, che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

   

Il Movimento Civico Pro-Civitate, da sempre sensibile alle esigenze dei cittadini, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani:

con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;

con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

 

Piuttosto, alla luce di quanto stabilito dall’ultima Finanziaria, che come noto sopprime le Circoscrizioni, che ne è del progetto e dei fondi già stanziati per i lavori di realizzazione della Sede della VI Circoscrizione nell’area della Rossani ?  

 

Il Comitato Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.    

 

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

La questione CASERMA ROSSANI: l’impegno di Pro Civitate

Pro Civitate esprime da tempo le sue posizioni a proposito del dibattito sul futuro della ex Caserma Rossani. Nella Rassegna stampa “ritagli di giornale 2007” e “ritagli di giornale 2008”,  trovate due interventi del 22 aprile e del 12 luglio rispettivamente, dai quali si evincono tutte le preoccupazioni per un progetto aleatorio, su di un area che fa gola a troppi e della quale la “città di tutti i giorni” ne ha bisogno come il pane..e per il quale poco ancora si è fatto
Luciano de Bello

Trasformiamo in Museo l’ABAZIA S. ANGELO – Ceglie

Un museo nell’antica abbazia

 

Ormai ridotta ad un rudere la millenaria abbazia di Sant’Angelo di Ceglie del Campo (già Comune autonomo, oggi quartiere di BARI)

Il Movimento Civico PRO CIVITATE si è da tempo attivato per sostenere la trasformazione dell’antica abbazia Sant’Angelo di Ceglie (XII secolo?) in un grande museo archeologico dove conservare i tanti reperti trovati nella zona e nei siti circostanti considerati di grande valore artistico. è la proposta di Luigi Mangialardo, Gaetano Di Monte, l’ingegner Raffaele De Rosa e Giuseppe Balice, rappresentanti del Movimento per l’autonomia di Carbonara, Ceglie, Loseto e Santa Rita per dare nuova vita all’antica struttura ormai fatiscente e nel contempo trovare un luogo adatto per raccogliere tutto il materiale affiorato negli anni passati dal sottosuolo, migliaia di reperti archeologici dell’epoca in cui l’area era abitata dai Peuceti rinvenuta in tombe e antiche costruzioni affiorate durante gli scavi di opere come il cimitero o scuole.

……È solo una proposta o forse un sogno al momento non realizzabile perché l’antica abbazia di Ceglie del Campo sta cadendo a pezzi e tra poco sarà anche difficile ristrutturarla”.

A lanciare l’allarme tempo fa, fu Vitantonio Uggenti, presidente dell’associazione “Pro civitate“, che dopo numerosi inviti rivolti all’amministrazione e agli enti preposti alla salvaguardia dei beni artistici della città denunciò il grave stato di degrado in cui versa l’antico palazzo risalente al XII secolo d.C., facente parte del patrimonio dell’Opera Pia. Nonostante le sollecitazioni nulla è stato fatto perché la struttura venisse risistemata. Il 4 settembre del 2003 fu siglato un accordo tra il Comune di Bari, l’ente che assiste gli anziani e l’allora Ausl Bari/4 finalizzato al recupero dell’area. Secondo il protocollo l’amministrazione avrebbe dovuto riqualificare e ristrutturare l’abbazia con i fondi derivanti dai Programmi operativi regionali per le aree bersaglio di Ceglie e Carbonara. L’Opera Pia, in quanto proprietaria ne avrebbe concesso l’usufrutto e la Ausl avrebbe usato alcuni locali del palazzo per svolgervi delle attività per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Invece nulla è cambiato e negli ultimi anni è stato svolto solo un lavoro di puntellatura per garantire sicurezza e staticità alla struttura, ma nulla di più. Qualche tempo fa il Ministero per i beni e le Attività culturali interpellato sulla questione e sollecitato a fare qualcosa ha risposto che “il Comune ha ritenuto non opportuno onorare l’accordo perché non conveniente per l’Amministrazione”.

Per essere precisi l’intervento di recupero non è stato neanche inserito dal Comune nel programma di interventi finanziabili con i fondi Por 2000-2006 in assenza di idonee garanzie di ordine gestionale e finanziario della struttura da parte dell’Opera Pia. Insomma, al di là delle buone intenzioni è stata stroncata sul nascere l’ipotesi di attuare l’intervento con di concerto con la Ausl.

«Arrivati a questo punto non si può certo pensare di non fare più nulla», tuona polemicamente Mangialardo che sollecita lo stanziamento di fondi per ristrutturare l’opera pensando questa volta ad un recupero finalizzato alla valorizzazione culturale del territorio, di cui l’abbazia Sant’Angelo è un simbolo. Il Ministero dopo la lettera dell’associazione “Pro Civitate” ha inviato a sua volta un documento in cui sollecita l’amministrazione ad avviare le previste procedure di recupero, ma per ora non ci sarebbe l’intenzione di procedere ad alcun intervento. Ma il movimento per l’Autonomia non si arrende e vorrebbe che l’antico palazzo diventasse uno degli elementi distintivi del nuovo Comune se il progetto dovesse andare in porto. Chiede che venga svolta almeno una pulizia straordinaria del cortile.

Sono passati anni e l’abbazia di Sant’Angelo è rimasta abbandonata a se stessa: nel tempo a causa anche dell’inciviltà di tanti cittadini è stata trasformata quasi in una discarica. Invasa dall’immondizia, dai calcinacci e dai materiali inerti derivanti dalla ristrutturazione di appartamenti è diventata impraticabile. Addirittura all’interno dell’area c’è un pulmino, abbandonato anni fa davanti all’ingresso del palazzo. Il tempo passa e le antiche mura dell’abbazia si coprono di rampicanti, il cortile si riempie di rifiuti e i vandali sono liberi di deturpare e distruggere. Molti cittadini sono indignati dello stato in cui è stato lasciato l’immobile e gridano allo scandalo perché «sino ad ora nulla è stato fatto per salvare una struttura che rappresenta un patrimonio artistico e culturale per Ceglie e per tutta la città».

Molti anni fa il palazzo era stato interessato da una parziale ristrutturazione da parte dell’Opera Pia che avrebbe voluto realizzarvi una casa di ricovero per anziani. Poi non se ne fece più nulla e il palazzo è rimasto incustodito. «Da allora – raccontano i residenti – i ladri hanno portato via tutto quello che si poteva rubare, perfino gli infissi, i vetri delle finestre e i servizi igienici. L’abbazia è ridotta ad un rudere, ma per fortuna non è pericolante per cui si potrebbe ancora intervenire. Il quartiere ha assistito in silenzio alla progressiva distruzione di quello che doveva essere considerato un palazzo storico, un’attrazione culturale ed artistica del territorio.

Il Comune dice NO al recupero dell’ABAZIA S. ANGELO – Ceglie


Quotidiano Bari 18-DIC-2005 (Antonio De Luigi)

BARI- E’ possibile lasciare che un’antica vestigia del passato dal punto di vista storico, architettonico e religioso come un’antica abbazia venga abbandonata al proprio destino a Ceglie del Campo, escludendola dai piani operativi del Comune di Bari, finanziati dalla Comunità Europea per il 2000-2006?

A Palazzo di Città, purtroppo, sono capaci di questo ed altro, come si evince dalla nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali firmata dal Sottosegretario Nicola Bono circa tre mesi fa per rispondere ad interrogazioni e denunce dell’On. Giuseppe Gallo (An) e del Comitato Cittadino barese “Pro Civitate“.

…. Che tempo addietro, come si ricorderà, avevano sollevato il problema del restauro dell’ex Badia di Sant’Angelo dì Ceglie con interrogazioni ed esposti, sottolineando l’interesse artistico di uno dei pochissimi documenti di architettura sacra, risalenti addirittura ai Secoli XI1I-XV1, rimasti in piedi da queste parti. “Per quanto attiene il mancato inizio dei lavori di consolidamento e di ristrutturazione dell’Abbazia -si legge nella risposta del Sottosegretario al Ministero dei Beni Artistici e Culturali Nicola Bono- si rende noto che il Comune di Bari li ha esclusi dai Programma Por 2000-2006 in assenza di idonee garanzie di ordine gestionale e finanziario della struttura da parte dell’Opera Pia proprietaria”.
Ma il Comune di Bari non ha rinunciato solo ai cospicui finanziamenti, con !a scusa che l’Opera religiosa, proprietaria dell’immobile, non abbia strumenti adatti a gestire i lavori, ma ha escluso anche l’ipotesi di attuare l’intervento con la partecipazione dell’Azienda Sanitaria Locale Ba/4, “…in quanto non rispondente al recupero funzionale dell’ex Abbazia”, scrive ancora Bono. Addio, dunque, ad ogni speranza di rivedere risplendere l’antico complesso monastico alla periferia sud del capoluogo, nonostante per il suo recupero da parecchio tempo si fosse mossa anche la Soprintendenza ai Beni architettonici e “Culturali. Che, come sottolinea il viceministro che s’è occupato anche della ricostruzione del Teatro Petruzzelli, aveva svolto un “ruolo attivo per l’inserimento degli interventi di recupero dell’edificio nei programmi cofinanziati con fondi comunitari”.
A sollevare la questione della necessità dei lavori all’Abbazia era stato all’inizio dell’anno, con una breve, ma puntigliosa nota inviata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Presidente del Comitato ” “Pro Civitate” Vitantonio Uggenti. Il quale aveva “fotografato” l’antico manufatto dotato di “elementi architettonici di notevole pregio, tanto che il Ministero competente con un provvedimento risalente al 23 agosto del ’90, aveva imposto il vincolo paesaggistico ed architettonico ex legge 1089/39. Ma tutto e’ rimasto solo sulle carte e scartoffie polverose di enti e ministeri, evidentemente. “Detto manufatto, di proprietà dell’Opera Pia Dì Venere, versa in precarie condizioni igienico-sanitarie e soltanto con una accurata restaurazione si potrebbe provvedere a non far scomparire per sempre una testimonianza di così notevole rilievo”, spiega ancora piuttosto preoccupato ed arrabbiato Uggenti. Che l’8 febbraio scorso aveva già scritto al Ministero retto da Urbani anche per chiarire i contorni della convenzione stipulata fra Comune, Azienda Sanitaria Bari-4 ed Opera Pia per i lavori di restauro e ristrutturazione dell’Abbazia Sant’Angelo, ancora fermi. “E non dimentichiamo che anche la struttura dell’Opera Pia versa in condizioni strutturali preoccupanti”, chiosa ancora il Presidente di “Pro Civitate, che sul restauro dell’ex Abbazia di Ceglie ha anche sollecitato un’interpellanza parlamentare dell’On. Gallo, al quale, per non chiudere per sempre il portone dell’antico monastero, lasciandolo cadere a pezzi sotto i colpi inesorabili del tempo che passa, non resta che sperare nell’intervento della’ Soprintendenza pugliese, con l’attivazione, dopo la rinuncia del Comune, della procedura di esecuzione di interventi conservativi imposti da! decreto legislativo n.42/2004. Poco in verità, ma sempre meglio di niente…