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L’ENIGMA TARES del COMUNE di BARI

Tares.jpgAlla luce di quanto pubblicato dagli organi di stampa in merito all’ammontare della TARES rispetto alla TARSU, con riguardo a quanto dovrà essere corrisposto dalle attività produttive, appare evidente che il principio di equità per l’Amministrazione del Comune di Bari è alquanto disatteso.

Gli istituti bancari, le case di cura, gli ipermercati e le discoteche, per questa Amministrazione sono quasi considerati Associazioni Filantropiche atteso che l’ammontare della TARES per questi comporterà una riduzione, rispettivamente del 42,51 % , 49,63 % , 28,22 % , 61,26 % rispetto a quanto corrispondevano con la TARSU. Appare quasi che gli istituti di credito debbano essere premiati per la vicinanza che manifestano ad imprenditori e famiglie in difficoltà, che le case di cura accudiscano gratuitamente o quasi i loro ricoverati, che gli ipermercati sostengano le ragioni della Caritas e che le discoteche svolgano un ruolo socio educativo di valore inestimabile.

Inoltre non può che destare stupore il fatto che per talune attività artigianali l’imposta consisterà in un aumento pari al 37,80 %, mentre per altre comporterà una riduzione pari al 10,68 %, e che le attività industriali godranno di una riduzione pari al 50,21 %.

A questo punto vien da chiedersi a quale fine taluni politici si immolano a paladini della giustizia sociale se la loro azione amministrativa è evidente penalizza proprio chi versa in maggiore difficoltà?

L’auspicio è che l’Amministrazione del Comune di Bari riveda le proprie posizioni avendo maggiore riguardo per i soggetti degni di maggiore attenzione e richiedendo un maggiore contributo a quegli istituti che la maggior parte della cittadinanza non annovera tra le associazioni filantropiche.

 

Il Presidente – Vitantonio UGGENTI

Canoni ANAS per attraversamenti: CHIARIMENTI

 

esposto, canoniAll’esposto denuncia (Esposto AQP attraversamenti SS16.pdf) fatto da PROCIVITATE sulla questione degli oneri di cui in oggetto, l’ANAS ha risposto che tali oneri dovuti vengono esatti dall’AQP, essendo questo l’interlocutore delle convenzioni che disciplinano il servizio.

ANAS aggiunge che di quanto avviene tra AQP ed utente finale non è a conoscenza, com’è giusto che sia, e pertanto non può essere assoggettata a richieste di alcun genere da parte degli utenti finali dell’acquedotto.

 

Sulla base di questa risposta mi sono recata personalmente presso AQP per approfondire la questione e di seguito riporto quanto è emerso dal colloquio con i responsabili dell’azienda e dal confronto con la risposta dell’ANAS.

 

 

Premesso che il canone di attraversamento è dovuto all’ANAS, sulla base di un articolo del codice della strada, non come una tantum ma come onere di concessione, fintanto che la concessione è attiva, ovvero fintanto che il concessionario dispone del servizio di passaggio del suo pezzo di struttura su strada ANAS.

I canoni di attraversamento per le utenze idriche fognarie ex EAAP insistenti sulle statali del sud e sulla SS16 nella fattispecie, erano disciplinati da una convenzione tra ANAS e l’ente fino al 2001, per la quale EAAP riconosceva all’ANAS i canoni, prelevandoli dai ricavi sulla collettività!

 

Le motivazioni che hanno indotto AQP a riversare i costi sull’utente finale specifico si ingenerano a seguito della trasformazione dell’ente (EAAP) in azienda (AQP) che, in quanto tale, deve evitare di riversare i costi dei singoli sulla collettività.

Per questo motivo già dal 2001 sono state interdette dall’acquedotto le stipule di nuove concessioni per attraversamenti stradali con l’ANAS, che ora le attiva direttamente con il beneficiario finale. L’azienda AQP non fa più da intermediario, come è stato fin quando era ENTE.

 

I canoni vanno quindi pagati all’AQP, e gli arretrati sono stati esposti solo per gli ultimi 5 anni grazie ad una legge dello stato che disciplina la retroattività debitoria a tutela del cittadino.

 

I criteri con cui vengono formulati i canoni dall’AQP costi sono semplicemente un ribaltamento di quanto l’ANAS gli chiede, per ogni concessione in essere. Ovvero i canoni vengono richiesti ogni mese dell’ANAS che produce tabulati in cui specifica per ogni utente:

·      il km (xx,xx)

·      i metri lineari di attraversamento trasversale 

·      i metri lineari di attraversamento longitudinale

·      l’importo complessivo

Le difformità degli importi tra i vari utenti sono legati esclusivamente alle quantità di metri lineari dal punto di allaccio (tombino) che sta sulla statale fino alla proprietà dell’utente.

 

Questi sono chiarimenti tecnici che ovviamente poco ci soddisfano.. però andrebbero scandagliati per capire se è possibile chiedere all’ANAS l’abolizione di questi canoni, nelle more dei tanti disagi che la statale 16 comporta ai residenti ed al fatto che il suo allargamento ha eroso le fasce di cortesia utili proprio alla realizzazione di impianti utili allo sviluppo urbanistico dell’area limitrofa. Ovvero capire fino a che punto esiste un diritto di esazione su aree “estorte” al privato, senza aver curato che il privato fosse opportunamente servito.

Su questo cercheremo di approfondire e di fornire risposte.
 
Rosalia Balice
Delegata circ. Japigia Torre a Mare

REFERENDUM 2011: Interrogazione ministeriale per voto delocalizzato

referendum.jpgIn occasione del referendum del 12 e 13 giugno 2011, il movimento PRO CIVITATE di Bari, nella persona del presidente Vitantonio Uggenti, ha prodotto un’interrogazione al Ministero degli Interni per chiedere di consentire a tutti gli elettori di poter esprimere il proprio diritto di voto presso un qualunque seggio nazionale.

Questa richiesta nasce dalla necessità da un lato di garantire l’esercizio del diritto al voto, e dall’altro di favorire, nell’interesse comune, l’acquisizione del parere della maggioranza dei cittadini Italiani, in merito ad una consultazione di livello nazionale.

Leggi qui l’interrogazione di PRO CIVITATE Interrogazione ministeriale referendum_18052011.pdf

LA REDAZIONE