Archivi categoria: Ambiente

INCONTRO PUBBLICO sulla RIQUALIFICAZIONE ex Caserma ROSSANI

cementificazione.jpg

Il MOVIMENTO PROCIVITATE sarà presente all’INCONTRO PUBBLICO del 07/01/2012 tra l’amministrazione comunale (il Sindaco di Bari Dr.Emiliano – l’Assessore all’Urbanistica ing. Sannicandro – il Presidente della VI Circoscrizione  Ing.Scorza) ed i cittadini,  sul tema della riqualificazione della ex CASERMA ROSSANI. 

Il Rappresentante del Movimento PROCIVITATE dr. Luciano Di Belloche da tempo è impegnato sul tema della riqualificazione dell’area della ex caserma, ha preparato per l’occasione un comunicato stampa (Rossani forum circoscrizione_06012012.pdf), nel quale viene ribadita con forza la posizione del Movimento PROCIVITATE che guarda ad un riuso dell’area incentrato sull’aspetto del sociale puro e  necessario”.

Tale comunicato sarà esposto nel corso dell’incontro alla cittadinanza presente ed ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, e quindi consegnato nelle mani del Presidente della Circoscrizione Carrassi ing. Leonardo Scorza.

La redazione di PRO CIVITATE

..ormai si danno i numeri sulla riqualificazione dell’area ex-caserma ROSSANI

bariparcoef2.jpg….

ciò che si asserisce il martedì non va bene il mercoledì, e soprattutto ciò che si comunica ad un quotidiano è diverso da quanto si dichiara ad un altro quotidiano. Che questa Amministrazione Comunale non avesse idee precise e condivise tra le varie anime che la sostengono in merito ad alcune tematiche questa era cosa assai nota, ma che fosse addirittura disorientata è cosa nuova che per dirla alla Totò, è cosa assai buffa!

Un nuovo esposto da parte del Movimento PROCIVITATE di Bari (PRO_CIVITATE_rossani_28032011.pdf) a firma del presidente Vitantonio Uggenti, per denunciare che se prima sembrava ci fosse solo una naturale disomogeneità di vedute, oggi si comincia a temere di essere giunti al depistaggio psicologico!

 

la redazione

CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BARI: la posizione di PRO CIVITATE

cementificazione.jpgIl Movimento PRO CIVITATE di Bari, da sempre attento alla qualità della vita dei concittadini, intravede un futuro  urbanistico degradato per la città e nel risveglio dei partiti dei costruttori, paventa la possibilità che si voglia incrementare il cemento a scapito del verde nella città di Bari.

 

Particolare attenzione il Movimento PRO CIVITATE da sempre pone sulla questione dell’area della ex caserma ROSSANI sulla quale ha prodotto segnalazioni e comunicati, invitando l’amministrazione pubblica a realizzare il progetto di verde ipotizzato fin dai primi tempi (vedi post http://procivitatebari.myblog.it/archive/2010/03/05/parco-ex-caserma-rossani-il-paese-dei-balocchi-cementificato.html). 

PRO CIVITATE ringrazia il progetto “IL RESPIRO” (http://www.ilrespiro.eu/) per aver cortesemente pubblicato la nostra lettera del 5.3.2010 sull’area dismessa della “ex Caserma Rossani verso la cementificazione” (cfr. bandierina verde su Bari).

 

L’ultimo comunicato stampa prodotto dal movimento PRO CIVITATE lo potete  consultare a questo link PRO_CIVITATE_rossani_15012011.pdf

Di seguito potete approfondire un’analisi molto interessante sulla questione cementificazione fatta da DE BELLO LUCIANO Delegato di PRO CIVITATE per Picone-Poggiofranco.

 

Il Comune di Bari, perdendo la causa contro i  Matarrese per la questione di Punta Perotti, dovrà risarcire i costruttori per i danni subiti e sembra che l’Amministrazione voglia proporre in cambio suoli edificatori in luoghi differenti e non meglio precisati. Ma tutto questo si spera senza alcun danno per le casse comunali. Inoltre, dalle ultime notizie apparse sugli organi di stampa locale, si apprende che vi è un gran fervore da parte dell’Amministrazione in merito a molteplici piani o sogni urbanistici con  possibilità di nuove costruzioni edificatorie tra cui ricordiamo le seguenti:

 

Lungomare da Torre Quetta a San Giorgio con palazzine a due piani!? Ennesimo sogno ! Chi vorrà costruire preferirà, tentando ancora una volta di creare barriere dopo il cielo e il mare, i soliti e più appetibili palazzoni baresi di almeno sette piani?

 

Case “sociali” al posto dei Parchi per i quali era già pronta la delibera con i progetti di costruire abitazioni tra Carrassi e Poggiofranco. Il Comune aveva individuato aree che, in base alla Legge Regionale 12/2008,  originariamente destinate a servizi (parchi, scuole, e impianti sportivi)  sarebbero poi prevalentemente state utilizzate per edificare case popolari. Addirittura si è detto che in quella zona era emerso un surplus di aree destinate a verde pubblico ! Qualcuno ha sospettato che possa trattarsi di un ennesimo regalo ai costruttori ! Per fortuna la delibera è stata bocciata in Consiglio Comunale grazie anche al Consigliere Comunale P.ssa Maria Maugeri, molto sensibile alle problematiche del verde,  che insieme ad altri si è tenacemente opposta. Ma si teme che alla fine la delibera possa essere ripresentata. 

A proposito di verde, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), Bari risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati.

 

Costruzioni nell’area ex Caserma Rossani, le cui zone circostanti sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere grandi parchi come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park” che costituiscono polmoni verdi nel cuore delle città ? 

Richard Ryan, psicologo inglese dell’Università di Rochester ha verificato in uno studio che 15-20 minuti lontani da traffico e palazzoni sono efficaci contro stress e stanchezza; ha anche affermato che la natura è un vero carburante per lo spirito perchè ci carica di vitalità e voglia di fare, e le persone più vitali sono anche più resistenti alle malattie. Aggiunge Luca Carra di Italia Nostra (associazione che si occupa anche di forestazione urbana): ”Diverse ricerche dimostrano che chi entra in un parco rallenta il passo, si rilassa, ripulisce la mente dai rumori e i polmoni dai gas urbani. Le nostre metropoli dovrebbero avere 30-40 metri quadri di verde per abitante come accade nelle città europee più avanzate”.

Un recente studio (National Center for Atmospheric Research del Colorado e Università dell’Arizona) ha dimostrato che le piante possono, attraverso le foglie, assorbire  sostanze chimiche, idrocarburi e le  emissioni dovute da traffico e materiali da costruzione presenti nell’atmosfera.

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

  • ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;
  • sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);
  • ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

 

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

Ricordiamo, purtroppo, che il Sindaco illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva numerose costruzioni: Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Ma tutto ciò potrebbe ancora chiamarsi Parco?  Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, la Centrale del Latte, La Caserma dei Vigili del Fuoco, gli immobili sequestrati alla malavita o  come la pensa il sociologo Giandomenico Amendola “perchè non utilizzare le Casermette e i depositi su Via Napoli invece di rincorrere espansioni urbane non facilmente attrezzabili”   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione!

 

Nulla togliendo  ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama con un concorso internazionale di idee senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.Come ha affermato il sociologo Giandomenico Amendola :”il campus dell’Università  e del Politecnico di Bari sembrano più destinati ad ospitare geometri che futuri architetti. E’ il sonno delle istituzioni che fa brutta una città”  La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. 

 

Si è fortemente preoccupati perché i manager dell’edilizia che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

 

Il Movimento Civico Pro Civitate, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani: 

  • con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;
  • con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

Il Movimento Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.  

 

 

Il Delegato dei quartieri Picone-Poggiofranco                                   

                                                          

          DE BELLO dott. LUCIANO                                          

SOS ESONDAZIONE LIQUAMI sul lungomare di Torreamare

Foto0014.jpgIn molti avranno assisitito allo schifo che si è perpetrato per oltre 15 giorni sul lungomare a sud di BARI all’altezza della II traversa della Marina, per via dei liquami che sono fuoriusciti dagli impianti fognari di questa Traversa e dopo una consistente corsa si sono riversati in mare.

Lo schifo è durato fino a quando la sottoscritta, in qualità di rappresentante del Movimento PRO CIVITATE e di residente prima ho fatto appello alla protezione ambientale e quindi prodotto un comunicato alla stampa (PROCIV_Degrado_fogna_lungomare_2011.pdf) dove ho denunciato la situazione che, come sempre, è sempre figlia di un antico abbandono in cui versano i cittadini di questa zona.

Altissimo è stato l’interesse destato da questo nostro comunicato: IL QUOTIDIANO di BARI (5-gen-11), la GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (6-gen-11) e LEGGO (17-gen-11) ne hanno dato ampia diffusione scritta. TELEBARI e RAI3 hanno prodotto dei servizi con la mia collaborazione: quello di TELEBARI è stato già trasmesso e presto RAI3 manderà in onda il suo, nell’ambito della trasmissione “Buongiorno Regione”.

 Nel comunicato e nei servizi televisivi si denuncia:

  • il sottodimensionamento della rete fognaria pubblica a servizio dell’area (dorsale del lungomare) asservita anche delle abitazioni che si trovano a monte della statale 16
  • Le irregolarità con cui è stata realizzato il sistema fognante in questa zona

  • La voluta disconoscenza del fenomeno strutturale da parte dell’AQP che finge di ignorare una situazione così complessa di sottoreti private realizzate tra il lecito ed il non (pur di non subire le vessazioni da parte della polizia sanitaria), situazione che ha prodotto una infrastruttura ingestita ed ingestibile con il risultato che se si voleva fare salvo l’ambiente decisamente nessuno ci è riuscito.

  • L’impossibilità di chiamare l’AQP se non hai una rete telefonica fissa
  • L’assenza di qualunque tipo di controllo nè di vigilanza nè operativo che ha fatto si che il fenomeno didispersione a mere dei liquami si protraesse per molti giorni

Nel comunicato si chiedono interventi seri e strutturali.

Nel ringraziare tutti i media che ci hanno dato vaoce, aspettiamo ansiosi di conoscere l’esito dell’intervista che RAI3 farà ai dirigenti AQP in proposito per capire come questo ente intende muoversi per sanare la situazione che da oltre 4 anni sparge liquami dapeertutto, rompe tombini, distrugge l’asfalto (vedi album fotografico su  http://unastradaperlavita.myblog.it/album/degrado-fogna-lungomare-torreamare-s-giorgio/) e rende ancor più insicuro un tratto di strada, il lungomare a SUD tra Torreamare e S. Giorgio, che di suo deve già fare i conti con i marosi e l’incapacità da parte delle ditte che operano in zona di riuscire a fare ad opera d’arte i lavori di ripristino del manto !!!

f.to Rosalia Balice
Delegata Movimento PRO CIVITATE

TORREAMARE: segnalazione palme infette da punteruolo rosso

punteruolo.jpgConsiderato che quasi tutte le piante attaccate da punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) sono ubicate in ambiente urbano e possono rappresentare un grave pericolo per l’incolumita’ dei cittadini; al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ pubblica, il DM 9 11 2007 richiama tutti: dagli amministratori regionali e comunali fino ai privati, ai vivaisti ed ai giardinieri a sensibilizzarsi al monitoraggio, alla prevenzione ed alla cura dei palmizi.

Con il supporto dell’Osservatorio Fitosanitario inoltre la Regione Puglia fornisce le dovute indicazioni acchè questo avvenga, oltre che un supposrto economico per lo smaltimento delle piante colpite, da effettuarsi, sul territorio di Bari, attraverso i servizi gratuiti dell’AMIU di Bari.

Avendo constatato che  in alcune aree pubbliche di Torreamare esistono palmizi malati ed in considerazione del fatto che Torreamare è ricca di questo tipo di vegetazione, la sottoscritta, delegata del movimento Procivitate per Japigia Torreamare, ha prodotto una segnalazione verso l’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia per sollecitare interventi di monitoraggio dell’area. Contestualmente la stessa segnalazione è inviata all’amministrazione comunale di Bari ed all’ANAS non sapendo la sottoscritta a chi compete la responsabilità dell’area pubblica infetta.

Leggete di seguito il contenuto della segnalazione inviata oggi

Rosalia Balice

PRO CIVITATE

Movimento Civico

Viale Unità d’Italia 63 70125 Bari

Tel Fax 080 5428576 Cell. 333 6247456

E-Mail: pro.civitate@fastwebnet.it

http:// procivitatebari.myblog.it

 

 

 

 

 

Spett.Le Servizio Fitosanitario
Regione Puglia

 

 

 

In ordine a quanto indicato dal DM 9/11/2007 – Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier).

La presente intende altresì richiedere a codesto osservatorio, un’azione più efficace di monitoraggio dell’intera area di BARI Torremare S. Giorgio,  presentando questa un elevato numero di siti verdi privati incontrollati, perchè disabitati per lunghi periodi o addirittura abbandonati, al fine di circoscrivere il fenomeno che si sta rapidamente diffondendo, a tutela di tutti coloro che in questa battaglia di prevenzione e cura investono in soldi ed energie.

 

 

 

d.ssa Rosalia Balice

Delegata Movimento Pro Civitate di Bari – Japigia Torreamare

 

PARCO EX CASERMA ROSSANI: il paese dei balocchi … cementificato

Sogni e contraddizioni. In assenza di progetti del parco a verde, incalzano le proposte dei privati costruttori

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50% dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. …

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

 

 

 

 

Bari, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati. Le zone circostanti la ex Caserma Rossani sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere un gran parco come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park”; sono o non sono polmoni verdi nel cuore delle città ? Addirittura l’architetto Renzo Piano vuole progettare un bosco: una settantina di alberi in Piazza del Duomo a Milano. Vogliamo, una volta per tutte, uscire dal solito provincialismo?

 

Ricordo che nel Parco Due Giugno il Sindaco, dopo aver comunicato alla cittadinanza  l’acquisizione della Caserma  Rossani al Patrimonio comunale, illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva, oltre alla Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, o tanti altri manufatti abbandonati o immobili sequestrati alla criminalità, potrebbero contenere “qualsiasi sogno” ! Vi è di più, i cittadini intervenuti nel dibattito, portatori di ogni esigenza socio-culturale, aprirono il loro libro (o meglio l’enciclopedia dei sogni) esprimendo i loro desideri: mercatini, zone per la meditazione indiana e di aggregazione per i giovani impegnati nelle attività culturali e di volontariato e in  tante altre iniziative. Ma tutto ciò può ancora chiamarsi Parco?   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione ! Mi sembra la torre di babele e le lingue diventano sempre più confuse.

L’area è di 80.000 mq. ed  il progetto del Comune prevede l’80% a verde e il 20 % di cubature ma, nell’incontro a Parco Due Giugno,  l’Assessore al verde  dichiarò che ben 40.000 mq sarebbero stati destinati a verde e solo il resto a cubature; forse, poco pratica con le percentuali, dimentica che 40.000 mq non sono più l’80 % a verde e che con i sogni si arriverebbe poi a stravolgere il tutto con l’80 % di cubature. Quindi prenderemo l’auto e cercheremo il verde a lama Balice…     

 

Nulla togliendo ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama internazionale “senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.

Sono d’accordo con l’economista Prof. Boccia che, temendo le lungaggini dei Forum, propose di utilizzare subito i 13 milioni (ammesso che esistano ancora) e di indire un concorso internazionale di idee. L’area della Rossani è strategica e mi chiedo cosa succederà lungo il tracciato ferroviario, la stazione ? Ritengo che sia essenziale riprogettare questa città in maniera organica e integrata, evitando le rigenerazioni/riqualificazioni/ristrutturazioni di “pezzi”, isole, recinti che, senza un’idea complessiva, resteranno frammenti deboli e sconnessi.

La palazzina Comando (Liberty) potrebbe essere salvata con poche altre strutture. L’auspicabile parcheggio multipiano per auto e bus, sottostante il parco, dotato di adeguati aspiratori, potrebbe collegare i pedoni con tapis-roulants a P.zza Moro per il rilancio del commercio del centro. Moderni interventi trasformarono il tessuto urbano di  grandi città come Barcellona influenzandone altre come Salerno, Genova, ecc. Persino Mola contattò il noto architetto-urbanista Bohigas per ridisegnare il lungomare e parte della città.

E’ finito il tempo dei sogni e delle ideologie; i cittadini pretendono soluzioni belle, rapide, concrete, moderne e innovative con precisi piani economico-finanziari. Farà in tempo il Sindaco  a  realizzarle ?  

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare.

 

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

–   ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;

–   sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);

–   ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

 

Dulcis in fundo, si è appreso recentemente (Corriere del Mezzogiorno del 4.2.2010) che “ l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune sta raccogliendo proposte di privati per la ristrutturazione dei primi plessi” e quel sito, (come affermato candidamente), “sta attirando parecchie attenzioni”.

 

Si è fortemente preoccupati perché le lobbies dei costruttori, che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

   

Il Movimento Civico Pro-Civitate, da sempre sensibile alle esigenze dei cittadini, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani:

con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;

con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

 

Piuttosto, alla luce di quanto stabilito dall’ultima Finanziaria, che come noto sopprime le Circoscrizioni, che ne è del progetto e dei fondi già stanziati per i lavori di realizzazione della Sede della VI Circoscrizione nell’area della Rossani ?  

 

Il Comitato Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.    

 

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

CAUSA TEMPORALE i bagnanti di Torreamare nuotano nella CACCA!!

Liquami a mare sulle spiagge di Torreamare

Stiamo parlando del temporale di ieri 4 agosto 2009 e queste foto le ho fatte in prossimità del lido della Polizia sul lungomare tra Torreamare e s. Giorgio (Strada detta della Marina). 04082009 e descr.jpgHo visto liquami esondare dai tombini, ma non solo… in questo punto specifico addirittura esondare dall’asfalto “crepato” sotto la pressione dei liquami convogliati in questo punto della dorsale di fogna del lungomare. Macchine che passavano in velocità e che schizzavano schifezze dappertutto (me compresa che stavo a prestare un servizio civico!)

Ogni volta che piove la fogna sul  lungomare in questione si collassa, forse perchè nei tronchi privati residenti scellerati convogliano acqua piovana (diversamente non riesco a dare una spiegazione logica)…04082009(004) e descr.jpg

Questo tombino più di tanti altri si rompe e viene ormai rattoppato almeno una volta al mese! (con i soldi spesi si sarebbe potuto sanare il problema della fogna a sud in modo radicale, con il rifacimento totale della dorsale).

Oggi però non voglio insistere tanto sull’aspetto strutturale della questione, tante volte denunciato dalla sottoscritta e che spetta ai tecnici risolvere, bensì sull’aspetto di igiene e sicurezza del cittadino.. in questo caso del bagnante!

04082009(005) e descr.jpgOggi voglio denunciare il fatto che tutto il liquame che fuoriesce, spargendo un odore nauseabondo, finisce completamente in mare…..Un po’ come succede a pane e pomodoro dove il deflusso è noto e controllato, qui è noto ma non è controllato…ed oggi i vacanzieri della zona, ignari si bagneranno in acque che ieri dopo la piena mostravano onde caratterizzate da un profilo nero sulla cresta… Chissà cos’era!?!?!

In considerazione di tutto ciò che succede, noi del Movimento Pro civitate continuiamo a ripetere e chiedere a viva voce a chi gestisce la sicurezza e l’igiene della citta di BARI: A cosa è servito fare coercizione sui residenti, anche adottando terrorismo psicologico con le multe, obbligando i privati a realizzare tronchi di fogna senza il dovuto controllo e governo da parte degli organi competenti in materia, se questa opera di bonifica continua a non produrre i risultati utili a risolvere la questione dell’inquinamento?

Possiamo solo ringraziare coloro che sostengono le nostre cause come il QUOTIDIANO DI BARI che domani darà ampio spazio a questa notizia


Con amarezza per puzza schifo e disintresse

Rosalia Balice
Delegata Movimento PRO CIVITATE

 

Le nostre denunce producono effetti positivi (2) :San Giorgio, fermate 20 lucciole…

noi di PRO CIVITATE accogliamo con piacere ed un pizzico di orgoglio la notizia su Barilive relativa  al fermo delle lucciole sul lungomare a sud di BARI (http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=13540)

E’ di qualche tempo fa infatti la denuncia di PRO CIVITATE, fatta dalla sottoscritta, sullo stato di degrado del lungomare a sud di Bari, dove tra le altre cose si denunciava appunto l’increscioso e quotidiano spettacolo H24 di spaccio e prostituzione (vedi mio post Intorno al prato verde dove dovevano “nascere speranze” … solo degrado ed abbandono! http://procivitatebari.myblog.it/archive/2009/04/03/bari-…), notizia gentilmente pubblicata anche dal QUOTIDIANO DI BARI.

Sarà l’aria elettorale, sarà quel che sarà… ma a noi piace registrare che il nostro impegno dà buoni frutti e questo ci dà forza ed entusiasmo.. questo post  ne è la testimonianza e noi di PRO CIVITATE ce la mettiamo tutta !!

Il nostro grazie al QUOTIDIANO DI BARI che ha dato risalto alla nostra denuncia

Rosalia Balice

Si abbatte PUNTA PEROTTI …muore Bari a sud!

Intorno al prato verde dove dovevano “nascere speranze” … solo degrado ed abbandono!

 

punta-perotti-intornoalprato.jpg

Comunicato Stampa per segnalazione situazione di impraticabilità del lungomare Sud da Bari a S. Giorgio.

 

Con la presente la delegata Rosalia Balice del Movimento Civico Pro Civitate porta all’attenzione dei media lo stato di degrado urbano, strutturale e civile della zona adiacente il lungomare di Bari, da Punta Perotti a San Giorgio! 

 

Si ringrazia il Quotidiano di Bari che ha pubblicato un articolo sull’edizione del 7 aprile, che trovate nella rassegna stampa “ritagli di giornali 2009”

 

grazie e lasciate pure i vostri commenti!

RBalice

Premesso che stiamo parlando di una strada molto frequentata sia da automobilisti in quanto è l’unica utilizzabile per tutti coloro che, provenendo dai paesi a sud di Bari, si recano al park&ride di pane-e-pomodoro, apprezzato oramai da tutti, baresi e forestieri…. sia dalle tante persone che amano “godere sportivamente” il lungomare, che, allungandosi da pane e pomodoro praticano ciclismo e jogging, specialmente quando le belle giornate lo consentono.

Una strada che, in barba all’altissima frequentazione, attraversa un pezzo di città chiuso dal mare e dalle tangenziale, lasciato in “possesso” a nomadi, prostitute, spacciatori e drogati, michiati a cumuli di spazzatura civile: case semi-diroccate, montagne di materiale di risulta, a cani randagi e topi … circa 5 km di bel mare, ma solo se si mantiene fermo lo sguardo sull’orizzonte!

Situazioni di degrado indotto da residenze non proprio regolari, che si assommano a scene incresciose di compravendita, oltre che di uso stante, di ragazze, di droga, consumate tra i cumuli dei materiali di risulta piuttosto che negli anfratti delle rocce!

Tutto ciò viene fatto passare quotidianamente a qualsiasi ora del giorno, come fatto naturale, agli occhi delle migliaia di persone che ogni giorno transitano in auto o a piedi, residenti compresi (ma questi non fanno testo nella scala delle considerazioni)!

Inutile evidenziare quanto possa essere mortificante per una persona “normale”, costretta a utilizzare il tratto di strada in questione, non riuscire a trovare parole per spiegare il significato del tanto sfrontato ed ostentato movimento di signorine, bulli e debosciati, né verso i propri figlioli che viaggiando insieme guardano, non capiscono e chiedono “cos’è?” ….. né verso la propria coscienza civile in fatto di “persone verso persone”!

 

Ed ancora… una strada che, già penalizzata da buche e rattoppi di vario genere per scarsa o cattiva manutenzione, è diventata ancor più impraticabile, anche da un punto di vista strutturale a seguito di una operazione di vera e propria distruzione del manto stradale della corsia sud, per mano di squadre che per fare un semplice tracciato, in origine abbastanza ridotto, (lato San Giorgio) per alloggiare tubature di modeste dimensioni, sono riuscite ad aprire scavi che arrivano ad oltre un metro e mezzo di larghezza.. a seconda di come “saltava” la toppa sotto la pressione del martello pneumatico, usato al posto della taglia asfalto, quasi sicuramente per una questione di economie operative.

Un lavoro estenuante che è iniziato nel mese di ottobre del 2008 che restituisce al cittadino, dopo i lunghi disagi, una strada che non riesce a offrire più di 5 metri di asfalto contiguo su nessuna delle corsie; risarcimenti di asfalto a seguito degli scavi fatti a “dune” che lasciano buche anche davanti ai cancelli dei residenti, dove si creano delle pozze enormi!

 

Noi di Pro Civitate ci chiediamo se è mai possibile che l’amministrazione pubblica della città di Bari non si rende conto di nulla di tutto ciò e da decenni ignora totalmente il degrado a sud di Punta Perotti il cui abbattimento ha abortito la nascita di un germe di urbanizzazione; ci interroghiamo sulle sorti di questa zona e di chi la vive, considerato che non si può neanche sperare più in una naturale evacuazione del degrado da effetto popolamento!… e non sarà certo il progetto di sviluppo urbano dell’area tra la ferrovia e la tangenziale a consentire il popolamento del lungomare sud che a nostro avviso è destinato a rimanere per molto tempo ancora isolato e degradato!

 

Quindi si chiede con fermezza di inserire tra i propositi della prossima amministrazione pubblica la messa a piano di interventi che restituiscano dignità alle persone che ci vivono e ci transitano, ed a quella attuale uscente di operare da subito un maggior controllo verso chi oggi continua a fare uso ed abuso di questo pezzo di territorio comunale.

 

Bari a sud non può finire come e con Punta Perotti!

 

Continuando a confidare nel prezioso sostegno della stampa e dei mezzi di comunicazione da sempre assicurato alle cause sociali intraprese dal Movimento in epigrafe, è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti e rinnovare i sensi della nostra stima. 

fto. D.ssa Rosalia Balice

(Delegata Circ. Torreamare-Japigia)

 

ELETTROSMOG- S.PASQUALE RISCHIA?

antenne.jpgE’ allarme elettrosmog nel rione San Pasquale di Bari. 

A destare preoccupazione l’antenna della Tim posta sul palazzo dell’Ufficio Scolastico provinciale (già Provveditorato agli Studi). Una centralina a rischio emissioni contro cui sono stati presentati già due esposti, uno all’ Arpa, Asl e Responsabile per la sicurezza sul lavoro della Provincia di Bari dai dipendenti dello stesso Provveditorato (a giugno del 2008) e l’altro dal movimento civico “Pro Civitate” che lo scorso 29 dicembre ha chiesto alla Procura della Repubblica di Bari di verificare il rapporto tra le emissioni e l’insorgenza di tumori…..

La legge regionale 5/2002 prevede che vengano ridotte le emissioni del 50% in prossimità di scuole ed ospedali- ricorda Uggentiuna cautela necessaria, visto che non si conoscono gli effetti delle emissioni, ma che nel rione San Pasquale non viene affatto rispettata”……
NuovaItaliaBari 24.02.2009
Portale di Bari del Circoli Nuova Italia
articolo di  Erika Tomasicchio 

La zona è infatti oggetto di un forte campo elettromagnetico: oltre alla stazione radio-base di via Re David n.178 installata a dicembre 2004 ce ne sono altre due molto vicine: uno in via Gobetti angolo Re David e un’altra in via Nizza, qualche centinaio di metri più in là, risalente a giugno del 2006. A rivelarlo è Vitantonio Uggenti, presidente di Pro Civitate, che spiega: “l’edificio di via Re David è di proprietà della Provincia di Bari. E’ l’ente che ha dato l’autorizzazione ad installare la centralina, mentre di solito sono i condomini che autorizzano l’uso del lastrico solare concedendolo in locazione.”

Il problema si pone poiché l’antenna sorge nel bel mezzo del quartiere universitario, vicinissimo cioé a molti plessi scolastici: oltre alla scuola elementare Edmondo De Amicis che si trova di fronte al Provveditorato,  nella zona ci sono anche l’orfanotrofio Annibale Maria Di Francia (alle spalle), e le scuole superiori Romanazzi, De Lilla e Panetti che subiscono l’esposizione cronica ai raggi elettromagnetici assieme con tutti i cittadini residenti della zona.

La legge regionale 5/2002 prevede che vengano ridotte le emissioni del 50% in prossimità di scuole ed ospedali- ricorda Uggenti- una cautela necessaria, visto che non si conoscono gli effetti delle emissioni, ma che nel rione San Pasquale non viene affatto rispettata”. A tal proposito l’Associazione “Medici per l’ambiente” parla di diverse patologie (tra cui neoplasie, cefalee, astemie, insonnia) che inorgerebbero per la vicinanza con le onde, riducendosi man mano che ci si allontana dalla fonte.

 Secondo le attuali conoscenze scientifiche infatti le onde elettromagnetiche si propagano a forma di fungo. “Ciò richiederebbe, a rigor di logica, che a concedere l’autorizzazione siano gli edifici circostanti a quello su cui è collocato il ripetitore– precisa il Presidente di Pro Civitate- ma la legge tace sul punto.”

Tuttavia è da notare come nel corso degli anni passati siano stati gli stessi dipendenti dello stesso Ufficio Scolastico Provinciale (al di sotto dell’ antenna) a lamentare un aumento nell’incidenza di tumori oltre a significativi disagi soprattutto nella stanza del Provveditore.

Antenna si, antenna no. L’ultimo capitolo della vicenda risale al 21 Gennaio 2009. Un mese fa testimoni oculari hanno dichiarato di aver visto alcuni tecnici sostituire la centralina di via Re David con una nuova. Una modifica di cui non è stata informata l’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) così come è previsto tali casi. Anche il Comune nega di essere a conoscenza della sostituzione, affermando che l’antenna sarebbe stata cambiata per questioni meramente paesaggistiche (nonostante la nuova sia identica dal punti di vista estetico).

Intanto il quartiere è sul piede di guerra e lo stesso Provveditore agli studi è in attesa del monitoraggio promesso dall’Arpa e mai mantenuto. Prosegue inoltre la battaglia contro “l’antenna selvaggia” di Pro Civitate: “Noi chiediamo in via precauzionale che non si concentrino le antenne nelle vicinanze di scuole e ospedali, di modo da ridurre il numero di fonti in attesa dei controlli previsti dall’Arpa e dall’assessore all’ambiente Maria Maugeri, che nel 2004 promise una mappatura e diversi altri interventi”.

 

DEGRADO FOGNA Lungomare Torre a Mare-S.Giorgio

Foto0009.jpgINTERROGAZIONE del Movimento Pro Civitate
della delegata Balice sul degrado del sistema fognario del lungomare di Bari tra S. Giorgio e Torreamare, ormai al collasso strutturale (vedi archivio fotografico su blog http://unastradaperlavita.myblog.it )

Dopo l’interrogazione di PRO CIVITATE (qui il testo completo PROCIV Degrado fogna lungomare.pdf )  e dopo vari solleciti abbiamo ricevuto delle risposte poco esaustive che fanno intendere chiaramente l’assenza totale di un piano organico di risanamento e quindi posso darvi riscontro degli scarsi risultati con le dovute AMARE CONSIDERAZIONI!..

RISPOSTE:
Premesso che ci sentiamo onorati di aver ricevuto delle risposte molto velocemente, considerati i tempi medi di circa un anno dell’assessorato LL PP .. vi riassumo gli eventi:
  • (22/01/2009) L’assessorato Ambiente e Sviluppo sostenibile, Igiene pubblica, Verde pubblico, Tutela degli animali, Politiche energetiche del comune di BARI risponde con una lettera in cui si mostra interessato a seguire l’evoluzione delle attività, rimarcando le competenze all’assessorato ai Lavori pubblici
  • (20/01/2009) L’assessorato EDILIZIA PUBBLICA E LAVORI PUBBLICI risponde con una richiesta nei confronti del proprio ufficio strade, di presa in carico per l’inserimento delle opere nella prossima programmazione delle OO PP … non è chiaro di quali opere si tratta (se stradali, fognarie.. entrambe)? e soprattutto di quali tempi e in quale amministrazione !!!!)
  • Una totale assenza da parte dell’AQP che evidentemente risponde solo se interrogata dal comune!.. ma il comune ad oggi gli avrà fatto qualche richiesta? anche questo non ci è dato sapere !!!!!

CONSIDERAZIONI:
Da queste risposte due considerazioni:

prima di tutto ci chiediamo se è stato compreso a fondo il nostro problema, che nella sua complessità implica competenze amministrative plurime e l’intervento di enti esterni, ma il carteggio è formale e poco indicativo di comunicazione cooperativa! fortuna che l’interlocutore principale è proprio l’assessore Lorusso che è stata già precedentemente sensibilizzata proprio nel corso degli incontri con i residenti!!!

ma soprattutto, dopo aver io stessa parlato con l’assessore  Lorusso e tentato di spiegare la natura del problema, ho capito che non esiste un piano organico di risanamento della rete fognaria per la nostra zona, e dobbiamo registrare con amarezza che nulla è stato fatto e nulla si è mai pensato di fare…quindi, allo stato attuale c’è solo il nulla!

CONCLUSIONI:
In un momento in cui le attività dell’amministrazione del Comune di BARI sono finalizzate o all’auto-elogio per quanto fatto (che è per natura sempre discutibile) o alla rimando di responsabilità verso precedenti amministrazioni, per quanto non si è stati in grado di fare (che è per natura sempre oggettivo).. la questione fogna a sud evidentemente non si colloca affatto bene … è scomoda e può trovare solo risposte di convenienza, che formalmente dicono tutto .. ma nei fatti non dicono nulla!!!

Forse dobbiamo aspettare che passi la buriana elettorale e che avvengano i nuovi insediamenti al comune di bari, per riproporre il problema .. ma intanto fino ad allora chi gestirà la cacca che esce dai tombini? e soprattutto chi si farà responsabile dello scontento dei cittadini della zona ai quali viene rubato anche il sogno dell’utopia delle promesse prelettorali…..??

Purtoppo si pensa ancora che basta prestarsi ad una qualsiasi forma di presenza mediatica per soddisfare il bisogno di concretezza del cittadino .. Meditate gente .. meditate !!!!

..presto ripartiremo alla carica ROSALIA BALICE

STAZIONI RADIO BASE

Il Corriere del Mezzogiorno 30.12.2008

Ambiente Sotto accusa gli impianti di telefonia mobile al San Pasquale  «I tumori sono in aumento, colpa delle antenne killer»

Esposto ai giudici del movimento Pro Civitate

Allegata un’informativa dell’Ufficio scolastico di via Re David nella quale viene segnalata la diagnosi di cancro di diversi dipendenti.

BARI — Negli ultimi mesi «le diagnosi di patologie tumorali tra i dipendenti dell’ufficio scolastico provinciale » di via Re David sarebbero «aumentate esponenzialmente » e in «maniera sospetta ». In quella stessa zona, tra i quartieri Carrassi e San Pasquale, sorgerebbero almeno una decina di antenne delle compagnie telefoniche. Una concentrazione che, secondo il movimento civico «Pro Civitate», potrebbe essere causa dei numerosi casi di tumore diagnosticati negli ultimi sei mesi tra i residenti.

Ieri mattina, il presidente dell’associazione, Vitantonio Uggenti, ha presentato un esposto in procura che nei prossimi giorni – verrà assegnato dal procuratore Emilio Marzano. Una denuncia molto dettagliata nella quale si fa riferimento anche ad un’informativa trasmessa dall’Ufficio scolastico di via Re David al ministero del-l’Istruzione, all’Arpa, all’assessorato regionale alle politiche della Salute, all’Asl di Bari e alla prefettura.

Nel documento verrebbe «segnalata la diagnosi, negli ultimi tempi, di patologie tumorali a carico di numerosi colleghi e che sarebbero correlabili, a detta dei mittenti dell’informativa stessa, ad emissioni elettromagnetiche », è scritto nell’esposto.

Sul tetto dello stesso edificio che ospita il provveditorato scolastico è installata un’antenna della Tim. Un casualità? Non per Uggenti che chiede alla magistratura di «accertare – si legge nella denuncia – ogni eventuale nesso di causalità tra i fatti denunciati e gli eventi verificatisi, nonché di verificare l’esistenza dei presupposti di responsabilità penale in capo a chicchessia, con espressa punizione del reo o dei rei e con espressa riserva di costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale in danno delle predette persone». L’antenna della Tim non è l’unica nella zona. «Solamente in via Re David – denuncia il presidente di Pro Civitate ne sorgono due, una di fronte all’altra». Una terza trova spazio in via Nizza, poco distante. Tra San Pasquale e Carrassi una decina complessivamente. A pochi metri dalle stazioni radio ci sono anche le scuole elementari e medie: la presenza di quelle antenne ha creato preoccupazioni e malumori tra i genitori dei ragazzi e tra gli stessi professori.

Anche se non è ancora possibile stabilire scientificamente e con certezza un nesso fra l’insorgere del cancro e l’esposizione continuata ai campi elettromagnetici cresce la paura tra i residenti. Per questo Uggenti chiede che «in assenza di dimostrazioni epidemiologiche definitive e di adeguate conferme sperimentali» vengano «adottate misure di cautela per ridurre i valori del campo elettromagnetico radiante a cui è esposta la popolazione », e di «minimizzare la concentrazione delle troppe fonti di emissione» in un’area «ad alta densità di popolazione residente, lavorativa e scolastica».
L’installazione delle antenne e il potenziale rischio connesso all’alta concentrazione delle onde elettromagnetiche, sono state segnalate anche ai ministeri della Comunicazione, dell’Ambiente, della Salute, dell’Istruzione, alla Regione Puglia, alla Provincia e al Comune di Bari. Nel 2005, il Comune nominò una commissione con il compito di censire e monitorare gli impianti di telefonia e di trasmissione radio-televisiva presenti nel territorio cittadino, affinché si potesse intervenire, anche con sanzioni pesanti, laddove fossero state ravvisate irregolarità.


Vincenzo Damiani

STAZIONE RADIO BASE: Esposto

Esposto-Denunzia Procura della Repubblica

contro installazione della stazione radio base della TIM sul lastrico solare

“Nel Dicembre 2004, il menzionato Movimento Civico ha rappresentato alle competenti Autorità, ovvero ai Ministeri delle Comunicazioni, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, della Salute, dell’Istruzione  dell’Università e della Ricerca, alla Regione Puglia, alla Provincia di Bari e al Comune di Bari, che l’installazione della stazione radio base della TIM sul lastrico solare dell’immobile ubicato in Bari alla via Re David n. 178, come noto sede degli uffici del Centro  Servizi Amministrativi per la Provincia di Bari, destava preoccupazione e allarme tra la popolazione residente, lavorativa e scolastica“…..

Il testo completo dell’esposto   installazione stazione radio base della TIM.pdf