PARCO EX CASERMA ROSSANI: il paese dei balocchi … cementificato

Sogni e contraddizioni. In assenza di progetti del parco a verde, incalzano le proposte dei privati costruttori

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50% dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. …

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

 

 

 

 

Bari, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati. Le zone circostanti la ex Caserma Rossani sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere un gran parco come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park”; sono o non sono polmoni verdi nel cuore delle città ? Addirittura l’architetto Renzo Piano vuole progettare un bosco: una settantina di alberi in Piazza del Duomo a Milano. Vogliamo, una volta per tutte, uscire dal solito provincialismo?

 

Ricordo che nel Parco Due Giugno il Sindaco, dopo aver comunicato alla cittadinanza  l’acquisizione della Caserma  Rossani al Patrimonio comunale, illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva, oltre alla Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, o tanti altri manufatti abbandonati o immobili sequestrati alla criminalità, potrebbero contenere “qualsiasi sogno” ! Vi è di più, i cittadini intervenuti nel dibattito, portatori di ogni esigenza socio-culturale, aprirono il loro libro (o meglio l’enciclopedia dei sogni) esprimendo i loro desideri: mercatini, zone per la meditazione indiana e di aggregazione per i giovani impegnati nelle attività culturali e di volontariato e in  tante altre iniziative. Ma tutto ciò può ancora chiamarsi Parco?   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione ! Mi sembra la torre di babele e le lingue diventano sempre più confuse.

L’area è di 80.000 mq. ed  il progetto del Comune prevede l’80% a verde e il 20 % di cubature ma, nell’incontro a Parco Due Giugno,  l’Assessore al verde  dichiarò che ben 40.000 mq sarebbero stati destinati a verde e solo il resto a cubature; forse, poco pratica con le percentuali, dimentica che 40.000 mq non sono più l’80 % a verde e che con i sogni si arriverebbe poi a stravolgere il tutto con l’80 % di cubature. Quindi prenderemo l’auto e cercheremo il verde a lama Balice…     

 

Nulla togliendo ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama internazionale “senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.

Sono d’accordo con l’economista Prof. Boccia che, temendo le lungaggini dei Forum, propose di utilizzare subito i 13 milioni (ammesso che esistano ancora) e di indire un concorso internazionale di idee. L’area della Rossani è strategica e mi chiedo cosa succederà lungo il tracciato ferroviario, la stazione ? Ritengo che sia essenziale riprogettare questa città in maniera organica e integrata, evitando le rigenerazioni/riqualificazioni/ristrutturazioni di “pezzi”, isole, recinti che, senza un’idea complessiva, resteranno frammenti deboli e sconnessi.

La palazzina Comando (Liberty) potrebbe essere salvata con poche altre strutture. L’auspicabile parcheggio multipiano per auto e bus, sottostante il parco, dotato di adeguati aspiratori, potrebbe collegare i pedoni con tapis-roulants a P.zza Moro per il rilancio del commercio del centro. Moderni interventi trasformarono il tessuto urbano di  grandi città come Barcellona influenzandone altre come Salerno, Genova, ecc. Persino Mola contattò il noto architetto-urbanista Bohigas per ridisegnare il lungomare e parte della città.

E’ finito il tempo dei sogni e delle ideologie; i cittadini pretendono soluzioni belle, rapide, concrete, moderne e innovative con precisi piani economico-finanziari. Farà in tempo il Sindaco  a  realizzarle ?  

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare.

 

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

–   ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;

–   sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);

–   ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

 

Dulcis in fundo, si è appreso recentemente (Corriere del Mezzogiorno del 4.2.2010) che “ l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune sta raccogliendo proposte di privati per la ristrutturazione dei primi plessi” e quel sito, (come affermato candidamente), “sta attirando parecchie attenzioni”.

 

Si è fortemente preoccupati perché le lobbies dei costruttori, che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

   

Il Movimento Civico Pro-Civitate, da sempre sensibile alle esigenze dei cittadini, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani:

con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;

con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

 

Piuttosto, alla luce di quanto stabilito dall’ultima Finanziaria, che come noto sopprime le Circoscrizioni, che ne è del progetto e dei fondi già stanziati per i lavori di realizzazione della Sede della VI Circoscrizione nell’area della Rossani ?  

 

Il Comitato Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.    

 

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

PARCO EX CASERMA ROSSANI: il paese dei balocchi … cementificatoultima modifica: 2010-03-05T13:06:00+01:00da procivitate
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento