Archivio mensile:marzo 2010

L’impegno del candidato UGGENTI per l’ISTITUTO TUMORI di Bari

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Oggi anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno, il presidente del movimento PRO CIVITATEVitantonio Uggenti, candidato per il rinnovo del Consiglio Regionale per la Provincia di Bari nella Lista Io Sud, comunica che si impegna a devolvere il 50% al netto delle tasse, del compenso che riceverebbe a seguito della eventuale proclamazione alla carica di Consigliere Regionale, all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, affinché possa essere costituito un fondo da utilizzare espressamente per garantire prestazioni  domiciliari  ai concittadini residenti nella Provincia di Bari affetti da patologie oncologiche. Un segno tangibile della vicinanza alle questione civiche e sociali del presidente di PRO CIVITATE.

Leggi qui il comunicato: PRO CIVITATE 21-03-10.pdf 

 

 

Regionali 2010: Il programma del presidente UGGENTI

 

iosudMPA.jpgPRO CIVITATE Con IO SUD per Adriana Poli Bortone PRESIDENTE

 

Non è sufficiente lagnarsi e protestare per tutti i disservizi con i quali noi pugliesi dobbiamo confrontarci quotidianamente, è necessario spendersi in prima persona e tentare di offrire il proprio modesto contributo per un cambiamento che possa giovare a tutti indistintamente.

 

La nostra è la regione che da anni spende a dismisura in ambito di sanità e dalla quale molti cittadini sono costretti ad andar via per potersi sottoporre a cure e trattamenti efficaci e innovativi.  Che dire poi dell’attenzione che si è prestata nei confronti dei nostri anziani, in particolare modo degli affetti da patologie invalidanti e degenerative quali Alzheimer e Parkinson?uggenti.jpg

 

Una regione la nostra, dove in alcuni distretti sanitari sono state sospese le prestazioni  di logoterapia, particolarmente necessarie ed essenziali per persone diversamente abili, in attesa che la Direzione Generale della ASL convocasse le logopediste per la sottoscrizione del contratto.

 

La nostra è la regione dove anche per quanto riguarda le infrastrutture si è fatto  poco e niente, basti pensare che a tutt’oggi  il progetto definitivo  per la realizzazione alla variante della tangenziale di Bari è in Conferenza dei Servizi  e che l’opera  non è coperta da finanziamento.

 

Si parla tanto della necessità di valorizzare il nostro territorio ma concretamente non si fa nulla per restituire alla comunità importanti testimonianze storiche e rupestri. Basti guardare in quali condizioni versano l’immobile di proprietà della Provincia di Bari meglio noto come  Villa Roth e l’Abbazia S. Angelo, per comprendere quale sia stata in questi anni la sensibilità e l’operosità dei nostri amministratori  nonostante,  per il recupero della Abbazia  S. Angelo sin dal 2003 era  stata stipulata una convenzione fra il Comune di Bari, la ASL e  l’Opera Pia Di Venere, tesa a favorirne il recupero e l’utilizzazione per finalità pubbliche.

 

In questi giorni come sovente accade alla vigilia di ogni competizione elettorale,  tutti  manifestano la più ampia disponibilità ad impegnarsi  affinché  la vita di noi pugliesi sia resa  quasi degna d’esser vissuta. La giunta uscente ha perfino  stanziato le somme necessarie a consentire l’erogazione dell’Assegno di Cura. Peccato però che, alle domande di rimborso proposte dai pazienti ammalati di tumore che si stavano sottoponendo ai trattamenti di ipertermia oncologica presso le strutture private, poiché in Puglia detti trattamenti non erano erogati da strutture pubbliche e/o accreditate,  la medesima regione aveva risposto che non poteva erogare contributi.

 

E anche per la questione connessa al lavoro, la regione Puglia, nonostante abbia approvato il provvedimento di stabilizzazione  dei lavoratori cosiddetti precari, non può ritenersi scevra da responsabilità poiché, in questi anni le ASL  si sono avvalse dell’opportunità di sottoscrivere contratti co.co.pro  contribuendo a far levitare il numero di lavoratori precari e contravvenendo forse a recenti disposizioni e circolari.

 

Ha senso continuare ad elencare tutti i disservizi con i quali noi pugliesi dobbiamo confrontarci ogni giorno? Io ritengo di no! Bisogna ripartire, lasciandosi alle spalle il passato, avendo voglia di spendersi in prima persona e soprattutto di spendersi a sostegno di chi si dedica  e si prodiga ogni giorno per tutelare gli interessi  della propria comunità!

Con questo spirito ho aderito ad IO SUD  esponendomi in prima persona a sostegno della candidatura della Sen. Adriana Poli Bortone a Presidente della Regione Puglia.

Comunque vada come da oltre 10 anni io, Adriana Poli Bortone e  Pro Civitate non mancheremo di far sentire la nostra e la tua voce per rivendicare i DIRITTI  dei cittadini pugliesi.

Grato per l’attenzione

Vitantonio Uggenti

PRIMI SEGNALI PER LA SICUREZZA: SPUNTANO GLI AUTOVELOX

autovelox.jpgOggi appaiono gli autovelox sulla corsia nord del tratto della SS16 tra Torre a Mare e S. Giorgio di BARI!!.

Non so quanto questa notizia faccia piacere ai tanti automobilisti che percorrono questo tratto, ma sicuramente è il primo segno tangibile da parte delle istituzioni per avviare il processo di messa in sicurezza dei residenti della zona e dei conducenti stessi.

Forse ci sarà un primo momento in cui l’intervento potrebbe creare scompigli tra gli automobilisti che oltre a bestemmiare le multe.. magari inchioderanno perchè ormai usi ad ignorare la cartellonistica e forse procureranno anche altri incidenti.. ma è solo questione di riuscire a creare una nuova cultura del rispetto oltre che nei confronti di chi vive nella zona anche nei confronti dei conducenti stessi.. perchè il controllo della velocità in un tratto come questo fa solo bene a tutti!

Per il momento si ringraziano  la prefettura e le forze dell’ordine, che stanno dando seguito in modo serio, ad un impegno civico!

Rosalia Balice

rappresentante PRO CIVITATE
Japigia-Torre a Mare

PARCO EX CASERMA ROSSANI: il paese dei balocchi … cementificato

Sogni e contraddizioni. In assenza di progetti del parco a verde, incalzano le proposte dei privati costruttori

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50% dell’area), e gli spazi aperti da incrementare. …

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765

 

 

 

 

Bari, come riportato nell’inserto (Sette) del Corriere della Sera (25.02.2010), risulta (Fonte censimento Ecosistema Legambiente) tra le ultime in classifica (93.ma) per estensione (2,45 metri quadri) di verde fruibile nell’area urbana da ogni cittadino. Il boom edilizio degli anni 60 ha privilegiato strade con marciapiedi stretti, palazzi spesso anonimi e privi di soluzioni estetiche urbanistiche ed architettoniche; pochi i viali alberati. Le zone circostanti la ex Caserma Rossani sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l’aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere un gran parco come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park”; sono o non sono polmoni verdi nel cuore delle città ? Addirittura l’architetto Renzo Piano vuole progettare un bosco: una settantina di alberi in Piazza del Duomo a Milano. Vogliamo, una volta per tutte, uscire dal solito provincialismo?

 

Ricordo che nel Parco Due Giugno il Sindaco, dopo aver comunicato alla cittadinanza  l’acquisizione della Caserma  Rossani al Patrimonio comunale, illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva, oltre alla Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell’altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Il meritevole obiettivo è quello di creare innumerevoli siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, o tanti altri manufatti abbandonati o immobili sequestrati alla criminalità, potrebbero contenere “qualsiasi sogno” ! Vi è di più, i cittadini intervenuti nel dibattito, portatori di ogni esigenza socio-culturale, aprirono il loro libro (o meglio l’enciclopedia dei sogni) esprimendo i loro desideri: mercatini, zone per la meditazione indiana e di aggregazione per i giovani impegnati nelle attività culturali e di volontariato e in  tante altre iniziative. Ma tutto ciò può ancora chiamarsi Parco?   Il tutto ….senza alcuna pianificazione economico-finanziaria nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione ! Mi sembra la torre di babele e le lingue diventano sempre più confuse.

L’area è di 80.000 mq. ed  il progetto del Comune prevede l’80% a verde e il 20 % di cubature ma, nell’incontro a Parco Due Giugno,  l’Assessore al verde  dichiarò che ben 40.000 mq sarebbero stati destinati a verde e solo il resto a cubature; forse, poco pratica con le percentuali, dimentica che 40.000 mq non sono più l’80 % a verde e che con i sogni si arriverebbe poi a stravolgere il tutto con l’80 % di cubature. Quindi prenderemo l’auto e cercheremo il verde a lama Balice…     

 

Nulla togliendo ai professionisti baresi, non sarebbe opportuno affidarsi anche ad architetti-urbanisti di chiara fama internazionale “senza alcun tipo di condizionamento o simpatie locali ?”.

Sono d’accordo con l’economista Prof. Boccia che, temendo le lungaggini dei Forum, propose di utilizzare subito i 13 milioni (ammesso che esistano ancora) e di indire un concorso internazionale di idee. L’area della Rossani è strategica e mi chiedo cosa succederà lungo il tracciato ferroviario, la stazione ? Ritengo che sia essenziale riprogettare questa città in maniera organica e integrata, evitando le rigenerazioni/riqualificazioni/ristrutturazioni di “pezzi”, isole, recinti che, senza un’idea complessiva, resteranno frammenti deboli e sconnessi.

La palazzina Comando (Liberty) potrebbe essere salvata con poche altre strutture. L’auspicabile parcheggio multipiano per auto e bus, sottostante il parco, dotato di adeguati aspiratori, potrebbe collegare i pedoni con tapis-roulants a P.zza Moro per il rilancio del commercio del centro. Moderni interventi trasformarono il tessuto urbano di  grandi città come Barcellona influenzandone altre come Salerno, Genova, ecc. Persino Mola contattò il noto architetto-urbanista Bohigas per ridisegnare il lungomare e parte della città.

E’ finito il tempo dei sogni e delle ideologie; i cittadini pretendono soluzioni belle, rapide, concrete, moderne e innovative con precisi piani economico-finanziari. Farà in tempo il Sindaco  a  realizzarle ?  

 

Non vogliamo che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare, anziché sognare, credo sia opportuno aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell’area), e gli spazi aperti da incrementare.

 

Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:

–   ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell’ambiente urbano;

–   sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);

–   ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

Gli autori sostengono che la possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.

 

La terra non la ereditiamo da nessuno ma lasciamo in eredità ai nostri figli una terra popolata prevalentemente dal  cemento.

 

Dulcis in fundo, si è appreso recentemente (Corriere del Mezzogiorno del 4.2.2010) che “ l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune sta raccogliendo proposte di privati per la ristrutturazione dei primi plessi” e quel sito, (come affermato candidamente), “sta attirando parecchie attenzioni”.

 

Si è fortemente preoccupati perché le lobbies dei costruttori, che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l’interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l’Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po’ di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  

 

Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte bisognerà interessare l’opinione pubblica e mobilitare la cittadinanza e i Movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città.

   

Il Movimento Civico Pro-Civitate, da sempre sensibile alle esigenze dei cittadini, è intervenuto in merito alle problematiche della Caserma Rossani:

con la denuncia dell’esistenza delle tettoie dei capannoni rivestite di cemento-amianto friabile, poi rimosse;

con la proposta, sostenuta dal Ministero della Difesa, e successivamente accolta anche dal Comune di Bari, affinché in quell’area fosse costruita la Stazione dei Carabinieri del quartiere Carrassi-San Pasquale.

 

Piuttosto, alla luce di quanto stabilito dall’ultima Finanziaria, che come noto sopprime le Circoscrizioni, che ne è del progetto e dei fondi già stanziati per i lavori di realizzazione della Sede della VI Circoscrizione nell’area della Rossani ?  

 

Il Comitato Civico Pro-Civitate resterà sempre vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini con l’impegno di far  emergere ogni e qualsiasi contraddizione in merito all’evoluzione del sogno o meglio dell’ ”affaire Rossani”.    

 

Bari,  05.03.2010

 

Movimento Civico Pro-Civitate

 

Il Delegato per le Circoscrizioni Picone-Poggiofranco

DE BELLO dott. LUCIANO

333  5045765