Archivio mensile:novembre 2008

EDILIZIA SCOLASTICA: problemi strutturali e buracratici

Interrogazione parlamentare

…….quanto accaduto nei giorni scorsi presso il Liceo Scientifico Darwin di Rivoli (TO), dove come noto uno studente ha perso la vita ed altri 18 sono rimasti feriti non  è un episodio isolato, atteso che analoghi incidenti si sono verificati nel 2002 presso la Scuola Elementare di San Giuliano di Puglia e nel 2006 presso la Scuola Elementare di Ossi ;
Numerose strutture edilizie scolastiche  versano in condizioni tanto precarie da dover essere dichiarate almeno per porzioni di esse inagibili...

…..se il Ministro in indirizzo, non ritenga necessario ed urgente adottare significative iniziative tese ad accertare l’ammontare delle risorse investite nell’ultimo triennio dagli Enti territorialmente competenti

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Pensione di invalidità dopo 5 anni: senza arretrati

La Gazzetta del Mezzogiorno
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4 novembre 2008

BARI – Sembra un’odissea e dura da più di cinque anni. Un’odissea la cui fine pare ancora lontana, aggravata dalle non floride condizioni economiche di Mario Mosconi, 43 anni, invalido al 75 per cento. Attende la pensione di invalidità, che gli è stata assegnata da una commissione dell’Asl. Ha atteso 5 anni e solo l’altro giorno ha ricevuto una lettera con la quale gli fanno sapere che potrà ritirare la pensione a partire da maggio scorso. Ma perderà un bel po’ di soldi che gli spettavano, gli arretrati. Al danno del ritardo, la beffa della perdita di soldi.

È una storia lunga: nato con problemi di salute, Mario è stato sempre tenuto sotto controllo. Operato da piccolo di mielomeningocele lombare (un’operazione chirurgica alla spina dorsale) gli è stata riconosciuta, nel corso degli anni, una invalidità del 40 per cento. Il tempo non è stato amico di Mario e così la sue condizioni fisiche sono peggiorate. Il 13 febbraio del 2004 la Commissione invalidi civili gli riconobbe un’invalidità del 67 per cento. Ritenendo che la percentuale non fosse adeguata alle sue condizioni, i parenti hanno proposto un ricorso al giudice unico della Sezione lavoro del tribunale di Bari. Nel marzo del 2006 un medico, incaricato dal Tribunale, lo visitò e riscontrò, oltre ai problemi cronici, anche una flebopatia che non gli consente di camminare. Il medico ha stabilito, quindi, che Mosconi ha una riduzione della capacità lavorativa generica del 75 per cento.

La domanda fu presentata il 24 febbraio del 2003 ma, spiega Mosconi «per un errore della commissione fu scritto sul verbale 24 agosto 2003». Era stata scritta a penna, la grafia non era molto chiara… Da qui i primi problemi di carattere amministrativo. Nella trascrizione della data della pratica fu riportato anche l’errore.Mosconi avrebbe perso 5 mesi di pensione arretrata. La pratica fu bloccata Mosconi fece ricorso e il medico della commissione nominata dal Tribunale riconobbe la data esatta. Nel frattempo, il 43enne è stato sottoposto a quattro interventi chirurgici, l’ultimo soltanto qualche giorno fa.

Per le difficoltà di circolazione sanguigna alle gambe, in particolare alla sinistra, è stata effettuata un’operazione con lo scopo di allargare una vena per favorire il passaggio di una quantità maggiore di sangue. Il mignolo del piede sinistro è stato amputato perché la circolazione carente lo avrebbe fatto andare in cancrena. Mario Mosconi dice: «È una situazione difficile, sento di non stare bene e le mie condizioni peggiorano. Interventi, cure, visite specialistiche. Spero di migliorare. Intanto, da anni, nonostante abbiano riconosciuto le mie condizioni di salute, non hanno di fatto provveduto ad assegnarmi la pensione di invalidità anche per un errore materiale, di carattere amministrativo». A questo punto, per fare prima, pensando di accorciando i tempi, Mosconi chiede all’Asl una nuova visita nel maggio scorso. La ottiene. E dopo la visita, gli confermano il 75 per cento di invalidità facendogli sapere, l’altro giorno, che a partire da maggio scorso otterrà la pensione. In altre parole, la data ultima sarebbe stata presa per buona e lui perderebbe così cinque anni di arretrati.

«Perché – si domanda Mosconi – devo perdere una parte consistente dei miei soldi, gli arretrati?». Il ritardo? «Ricevo una pensione di reversibilità di scarsi 700 euro – spiega la madre di Mario, Chiara Lanave – non ho lavoro, ho 69 anni e tante difficoltà economiche». Intanto, il movimento civico Pro Civitate, presieduto da Vitantonio Uggenti, ha diffuso un documento nel quale ha annunciato che si rivolgerà alle autorità «per chiedere chiarimenti sulle dinamiche e i tempi di assegnazione della pensione».
Manlio Triggiani (www.lagazzettadelmezzogiorno.it)