Archivio mensile:giugno 2008

BULLISMO

Bullismo: e se stessimo di più con i figli?

di Vitantonio Uggenti* – da BariLive.it

I fatti di bullismo e di violenza che interessano la nostra città e le nostre scuole, talvolta sottovalutati, configurano un quadro preoccupante che impone la necessità di fornire alle Autorità di Pubblica Sicurezza e alle Istituzioni Scolastiche ulteriori risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a promuovere la cultura della legalità.
Tuttavia per prevenire e contrastare efficacemente i fenomeni di bullismo e di violenza fisica e psicologica tra gli adolescenti e i giovani, un ruolo centrale deve essere svolto dai nuclei familiari di riferimento, ai quali non possono sfuggire eventuali atteggiamenti disadattivi e problematici dei propri figli, talvolta erroneamente interpretati e giustificati come atteggiamenti tipici dell’età dell’adolescenza.

Essendo la scuola, il terminale su cui convergono tensioni e dinamiche del nostro sistema sociale, essa rappresenta una risorsa fondamentale per lo studio dei fenomeni di bullismo, che possono quindi essere prevenuti e contrastati attraverso azioni di sistema nel quale scuola e famiglia assumono un ruolo fondamentale.
Pertanto, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo, è necessario richiamare ad un maggiore senso di responsabilità i nuclei familiari e al contempo sostenere e valorizzare il ruolo degli insegnanti, quotidianamente impegnati nello svolgere un ruolo non solo didattico ma anche educativo.

La scuola, quale istituzione preposta alla realizzazione delle finalità educative, nell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo, deve rispondere non solo con giuste e proporzionali sanzioni disciplinari, ma attraverso il coinvolgimento con obbligo di partecipazione per i giovani e le rispettive famiglie, ad attività curriculari sostenute da, docenti, specialisti qualificati nel trattamento per la riduzione dei comportamenti disadattivi e problematici e rappresentanti delle Autorità di Pubblica Sicurezza.

E’ evidente che i fenomeni di bullismo non devono e non possono essere parificati ai reati commessi da adolescenti e giovani, che, per la loro specificità siano da assimilarsi ad atti delinquenziali, frequentemente commessi da soggetti che vivono in contesti familiari disadattati e/o disturbati.
In proposito, a quest’ultimo aspetto, non appare irragionevole chiedersi se nell’intento di rieducare un adolescente che si sia reso protagonista di gravi atti di bullismo o delinquenziali, sia utile e opportuno riaffildarlo al proprio nucleo familiare, se quest’ultimo non fosse in grado di affrontare il problema o si rifiutasse di seguire con il minore un adeguato percorso curriculare.

Per questo, sin dal suo annuncio, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla organizzazione delle Ronde, atteso che nostro convincimento è che il problema merita di essere studiato e affrontato nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi dove gli adolescenti e i giovani si aggregano, e non spettacolarizzato, al punto tale che qualcuno possa trarre ispirazione per realizzarvi un video game.
Del resto non sarebbe la prima volta che, ispirandosi a fenomeni assai poco educativi, taluni editori realizzino e commercializzino giochi diseducativi, avverso la cui diffusione Pro Civitate si è esposta e spesa presso i Ministeri competenti, senza aver mai ricevuto alcuna notizia in proposito, ne tanto meno appreso dell’adozione di giuste iniziative finalizzate a vietarne e/o meglio regolamentarne la loro diffusione.
Come si può sperare di promuovere la cultura della legalità e chiedere una maggiore presenza sul territorio delle Autorità di Pubblica Sicurezza, consentendo al contempo ai nostri adolescenti e giovani di poter acquistare giochi che incitano al bullismo nelle scuole o che trattino di mafia?

Perché stupirsi dell’aggressività di alcuni studenti perpetrata nelle scuole ai danni dei compagni più deboli, o del fatto che uno studente pretenda che i compagni lo ossequino baciandogli la mano?
Proviamo a chiederci se piuttosto che lasciare i nostri figli a giocare per ore al computer e/o alla play station, senza sapere a cosa giocassero, non sarebbe stato il caso di seguirli nel loro percorso di crescita nella difficile fase dell’adolescenza .
Le famiglie non possono oltre sottrarsi alle loro responsabilità, ed è in forza di questo nstro convincimento che sosteniamo che non si può sperare di risolvere il problema organizzando le Ronde, ma studiandolo, coinvolgendo da subito in percorsi curriculari le famiglie dei giovani a rischio e non, e avendo soprattutto cura di non confondere gli atti di bullismo con gli atti delinquenziali perpetrati dalla microcriminalità, che, nella nostra città, ha dato sempre prova di essere radicata.

PERICOLOSITA’ SS 16 a SUD di BARI

Il presidente del Movimento PRO CIVITATE – V. Uggenti, ha depositato il 9 giugno 2008 l’esposto alla procura della repubblica di BARI sui problemi di sicurezza e vivibilità dei residenti tra Torre a Mare e S. Giorgio. Nel file trovate il testo integrale
ESPOSTO PROCURA DELLA REPUBBLICA.pdf