Archivio mensile:dicembre 2005

Il Comune dice NO al recupero dell’ABAZIA S. ANGELO – Ceglie


Quotidiano Bari 18-DIC-2005 (Antonio De Luigi)

BARI- E’ possibile lasciare che un’antica vestigia del passato dal punto di vista storico, architettonico e religioso come un’antica abbazia venga abbandonata al proprio destino a Ceglie del Campo, escludendola dai piani operativi del Comune di Bari, finanziati dalla Comunità Europea per il 2000-2006?

A Palazzo di Città, purtroppo, sono capaci di questo ed altro, come si evince dalla nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali firmata dal Sottosegretario Nicola Bono circa tre mesi fa per rispondere ad interrogazioni e denunce dell’On. Giuseppe Gallo (An) e del Comitato Cittadino barese “Pro Civitate“.

…. Che tempo addietro, come si ricorderà, avevano sollevato il problema del restauro dell’ex Badia di Sant’Angelo dì Ceglie con interrogazioni ed esposti, sottolineando l’interesse artistico di uno dei pochissimi documenti di architettura sacra, risalenti addirittura ai Secoli XI1I-XV1, rimasti in piedi da queste parti. “Per quanto attiene il mancato inizio dei lavori di consolidamento e di ristrutturazione dell’Abbazia -si legge nella risposta del Sottosegretario al Ministero dei Beni Artistici e Culturali Nicola Bono- si rende noto che il Comune di Bari li ha esclusi dai Programma Por 2000-2006 in assenza di idonee garanzie di ordine gestionale e finanziario della struttura da parte dell’Opera Pia proprietaria”.
Ma il Comune di Bari non ha rinunciato solo ai cospicui finanziamenti, con !a scusa che l’Opera religiosa, proprietaria dell’immobile, non abbia strumenti adatti a gestire i lavori, ma ha escluso anche l’ipotesi di attuare l’intervento con la partecipazione dell’Azienda Sanitaria Locale Ba/4, “…in quanto non rispondente al recupero funzionale dell’ex Abbazia”, scrive ancora Bono. Addio, dunque, ad ogni speranza di rivedere risplendere l’antico complesso monastico alla periferia sud del capoluogo, nonostante per il suo recupero da parecchio tempo si fosse mossa anche la Soprintendenza ai Beni architettonici e “Culturali. Che, come sottolinea il viceministro che s’è occupato anche della ricostruzione del Teatro Petruzzelli, aveva svolto un “ruolo attivo per l’inserimento degli interventi di recupero dell’edificio nei programmi cofinanziati con fondi comunitari”.
A sollevare la questione della necessità dei lavori all’Abbazia era stato all’inizio dell’anno, con una breve, ma puntigliosa nota inviata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Presidente del Comitato ” “Pro Civitate” Vitantonio Uggenti. Il quale aveva “fotografato” l’antico manufatto dotato di “elementi architettonici di notevole pregio, tanto che il Ministero competente con un provvedimento risalente al 23 agosto del ’90, aveva imposto il vincolo paesaggistico ed architettonico ex legge 1089/39. Ma tutto e’ rimasto solo sulle carte e scartoffie polverose di enti e ministeri, evidentemente. “Detto manufatto, di proprietà dell’Opera Pia Dì Venere, versa in precarie condizioni igienico-sanitarie e soltanto con una accurata restaurazione si potrebbe provvedere a non far scomparire per sempre una testimonianza di così notevole rilievo”, spiega ancora piuttosto preoccupato ed arrabbiato Uggenti. Che l’8 febbraio scorso aveva già scritto al Ministero retto da Urbani anche per chiarire i contorni della convenzione stipulata fra Comune, Azienda Sanitaria Bari-4 ed Opera Pia per i lavori di restauro e ristrutturazione dell’Abbazia Sant’Angelo, ancora fermi. “E non dimentichiamo che anche la struttura dell’Opera Pia versa in condizioni strutturali preoccupanti”, chiosa ancora il Presidente di “Pro Civitate, che sul restauro dell’ex Abbazia di Ceglie ha anche sollecitato un’interpellanza parlamentare dell’On. Gallo, al quale, per non chiudere per sempre il portone dell’antico monastero, lasciandolo cadere a pezzi sotto i colpi inesorabili del tempo che passa, non resta che sperare nell’intervento della’ Soprintendenza pugliese, con l’attivazione, dopo la rinuncia del Comune, della procedura di esecuzione di interventi conservativi imposti da! decreto legislativo n.42/2004. Poco in verità, ma sempre meglio di niente…